Milano, 29 ottobre 2007 - "Ho ragione di ritenere che i pericoli che corro non derivano da attacchi provenienti dalla piazza ma da ambiente istituzionali e per questa ragione rinuncio alla scorta che non è un taxi gratuito e perché non voglio far spendere soldi inutilmente allo Stato". Lo dice il giudice di Milano, Clementina Forleo, che ha invitato una lettera al prefetto e al procuratore generale per spiegare le ragioni per cui ha deciso di rinunciare alla scorta.
Clementina Forleo si dice "dolorosamente motivata" in questa sua iniziativa e parla di condotte protratte attive e omissive da parte di taluni esponenti delle Forze dell'ordine deputati alla sua sicurezza.
Forleo parla anche delle indagini fatte a Brindisi in relazione a minacce subite in passato dai suoi familiari. Secondo quanto scrive Forleo queste indagini sarebbero state carenti al punto che il giudice avrebbe imposto di sentire alcune persone informate dei fatti e queste deposizioni sono avvenute anche nella giornata di oggi.
"Sia chiaro - conclude Forleo - la morte dei miei genitori non c'entra nulla perché fu un mero incidente, ma io chiedo giustizia in relazione a minacce ricevute dai miei familiari, non penso assolutamente a un complotto contro di me e non ho nulla contro i Pm di Brindisi".
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