Roma, 7 novembre 2007 - Sul problema della sicurezza oggi è il giorno del vertice a palazzo Chigi tra il premier romeno, Calin Popescu Tariceanu ed il premier Romano Prodi. Mentre il ministro dell'interno Giuliano Amato assicura: "nessuna espulsione di massa", e media con le posizioni del Prc.
Prima di partire alla volta di Roma, il premier romeno Tariceanu ha sottolineato che questo "è un momento delicato, dobbiamo comunicare per superare i problemi che ci angustiano". Il premier romeno ha aggiunto che "sono state prese delle misure per rassicurare la maggioranza dei romeni che si trovano in Italia.
Tra queste l'assistenza giuridica gratuita ai romeni che si dovessero trovare coinvolti in fatti criminali. Inoltre abbiamo intenzione di garantire maggiore assistenza consolare".
Per il premier Prodi, "l'affluenza dei romeni ha colto l'Unione europea di sorpresa". Nessuno, ha detto Prodi al Financial Times, "poteva aspettarsi ciò. Nessuno si poteva aspettare un flusso simile dalla Romania (in tutta l'Europa)".
Il governo italiano sta cercando di arginare un'ondata di rabbia per l'immigrazione fuori controllo, dopo il brutale omicidio di Giovanna Reggiani alla periferia di Roma. Su quanti siano i romeni entrati in Italia da quando la Romania è entrata in Europa il 1 gennaio scorso, Prodi risponde: "Nessuno lo sa".
Prodi, che parla anche come ex presidente della Commissione europea difende il principio della libera circolazione dei cittadini europei, sottolineando che l'Italia ha un disperato bisogno di manodopera straniera. "Ripeto sempre che questo è il miglior modo per esportare la democrazia", insiste il nostro primo ministro.
Qualche generazione fa, erano gli italiani - ricorda Prodi - a lasciare il loro paese in cerca di lavoro. Sono circa 3 milioni gli immigrati arrivati nel Belpaese: "Psicologicamente e socialmente, la velocità e l'impatto sono incredibili", aggiunge, ma promette che "non ci saranno espulsioni di massa".
CASINI: NON E' VOTABILE
"Stamattina ho letto i giornali, il decreto rischia di non essere votabile per l'opposizione perchè si sta posizionando sulle richieste di Rifondazione. E mi preoccupa molto", ha detto Pier Ferdinando Casini, parlando del dl sulle espulsioni a 'Radio anch'iò.
"Ritenere che sia possibile una espulsione di massa di popoli o etnie significherebbe essere razzisti, e nessuno può sostenere questo. Ma avere il pugno duro, di ferro verso chi delinque è un dovere -ha aggiunto il leader dell'Udc-. Le ronde sono irresponsabili, ma capisco i cittadini spaventati da uno Stato che non li difende. Se lo Stato non difende i cittadini diamo il nostro Paese in mano al razzismo di ritorno che può sorgere".
CIAMPI: ALLARGAMENTO PRECIPITOSO
"L'accordo di Schengen riguarda ancora un gruppo ristretto di Paesi, e tra questi non c'è la Romania, ma l'allargamento per forza c'entra". Carlo Azeglio Ciampi parla della situazione dell'Europa, e dei problemi legati ai flussi migratori, in una intervista a 'la Stampà. "Noi Paesi fondatori dell'Europa unita abbiamo pagato un doveroso riguardo nei confronti di Paesi che volevano sottrarsi a quella che era stata l'egemonia dell'Urss. Siamo stati generosi, ma siamo stati ripagati male. Tanto è vero che proprio alcuni dei più importanti Paesi nuovi entrati si sono poi battuti contro il Trattato costituzionale".
Dei Paesi 'nuovì, Ciampi dice: "Probabilmente occorreva valutare meglio il loro grado di maturazione. Voglio dire che l'allargamento è stato fatto precipitosamente, in tempi non ancora maturi. L'Europa non aveva ancora le istituzioni necessarie per governare una situazione così complessa. Occorreva prima chiudere il Trattato".
Una decina di deputati ha fatto un blitz nella sala della Lupa dove si ricordava il bicentenario dell'"Eroe dei due mondi". Bertinotti: "Ognuno è libero di esprimersi". Presentato un libro in cui Garibaldi lamentava i costi della politica. Commenta