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Politica

VERTICE SULLA SICUREZZA

Prodi incontra il premier Tariceanu
"La Romania è un paese amico"

Conferenza stampa fra il presidente del Consiglio e il collega rumeno. "La Ue deve fare di più. Io e Tariceanu abbiamo scritto una lettera comune al Presidente della Commissione Ue per chiedere misure aggiuntive per i disagiati, in particolare i rom, utilizzando i fondi strutturali"

romano prodi e tariceanu Roma, 7 novembre 2007 - Prima ribadisce l'amicizia con la Romania, poi assicura: «Non intendiamo discriminare nessuno non ci sarà alcuna espulsione di massa. Applicheremo le leggi». Romano Prodi parla in una conferenza stampa a palazzo Chigi dopo un lungo incontro con il primo ministro rumeno Calin Popescu Tariceanu. Mentre l'eco delle polemiche suscitate dal caso Reggiani ancora non si è spenta e ferve il dibattito politico tra i poli sul decreto sicurezza varato dal governo, il Professore annuncia: «Con Tariceanu abbiamo deciso molte misure concrete per collaborare insieme sul fronte della sicurezza e della giustizia».

 

«Non abbiamo nessuna intenzione di discriminare in alcun modo la comunità rumena nei confronti degli altri paesi», ribadisce il Professore che annuncia l'istituzione di una task force comune di polizia per contrastare il fenomeno dei rom e una lettera scritta con Tariceanu e inviata al presidente della Commissione Ue, Josè Manuel Barroso, per «chiedere di fare di più sul problema dei flussi intercomunitari. Per fronteggiare questa vicenda, infatti - osserva - bisogna che l'Ue lavori all'altezza dei problemi che si pongono. In questa lettera comune chiediamo misure aggiuntive per favorire l'inclusione sociale delle persone svantaggiate con un focus particolare sulla collettività rom, ricorrendo anche ai fondi strutturali. Abbiamo, inoltre, chiesto misure per gestire al meglio i ritorni di chi non è in condizione di restare in un paese diverso dal proprio».

 

«In terzo luogo - riferisce Prodi - abbiamo chiesto misure per rafforzare la cooperazione del paese di origine e di destinazione e soprattutto nella gestione congiunta dei flussi. Come vedete -dice rivolto alla stampa- è stata una giornata di lavoro positiva con misure concrete, gestita in particolare, in un spirito di amizia e di cooperazione». Prodi si rivolge anche all'opposizione, invitandola a trovare una posizione comune sul dl approvato dall'esecutivo dopo le fibrillazioni di questi giorni. Un'apertura politica in vista del passaggio in Parlamento del provvedimento.

 

«È stata una giornata trascorsa in un clima e spirito di amicizia - ribadisce Prodi - Si tratta di quello spirito in cui devono agire due paesi e popoli amici nell'ambito dell'Unione europea. Da parte nostra - insiste - abbiamo chiarito prima di tutto che non intendiamo espellere in massa proprio nessuno e che le nostre autorità agiranno applicando la legge e garantendo al singolo la tutela dei propri diritti, come d'altronde è naturale per un paese in cui vige lo Stato di diritto. Vorrei essere chiaro su un punto: le misure approvate dal Consiglio dei ministri non erano misure pensate e varate sulla scia dell'emozione. Si trattava solo di una parte importante del pacchetto sicurezza che il governo aveva già adottato qualche settimana prima».

 

«Non si tratta, dunque, di misure improvvisate», quelle approvate dal governo italiano, assicura Prodi, che aggiunge: «Vogliono, invece, rispondere all'esigenza di sicurezza dei nostri cittadini nel pieno rispetto dei diritti di tutti coloro che vogliono operare onestamente e legalmente nel nostro paese». Quanto al rapporto con l'opposizione in Parlamento dove è approdato il dl sulla sicurezza, il Professore lascia la porta aperta al dialogo: «Non mi sembra che l'opposizione abbia preso atto della serietà della nostra decisione. Se questo dovesse avvenire, lo riterrei importante. Su questi temi c'è bisogno della posizione di un intero paese», a dimostrazione anche della serietà di una linea su un argomento così delicato.

 

«Mi ero augurato che la serietà, il rigore e l'equilibrio della nostra posizione - spiega - sarebbero stati riconosciuti dall'opposizione. Non sembra il caso. Ma se questo avverrà, sarà positivo per il paese. Riguardo all'opposizione, mi ero augurato che prendesse atto della serietà e dell'efficacia della nostra decisione, ma non sembra il caso. Però, se questo avverrà, sarà -insiste- certamente positivo per tutto il Paese, perchè difronte a questi problemi, credo che la posizione di un intero paese sia importante per dimostrare la serietà e anche la condivisione della posizione presa sull'argomento».

 

Prodi assicura che il dl varato dal governo rispetta le direttive comunitarie: «Il decreto legge è perfettamente in linea con la direttiva comunitaria sulla libera circolazione all'interno degli Stati membri dell'Unione europea. Non volgio impostare questo problema solo sotto l'aspetto giuridico. Non stiamo facendo una recriminazione. Stiamo qui per riaffermare la necessità di proteggere degli interessi comuni anche con misure severe e decisione altrettanto severe. Ma non abbiamo nessuna intenzione di discriminare qualcuno. I crimini -avverte il premier- non hanno nazionalità».

 

«È chiarissimo che proprio perchè abbiamo previsto un giudice monocratico significa che il magistrato ha la possibilità di prendere le sue decisioni con la rapidità necessaria. Su questo non c'è alcun dubbio e l'aggettivo monocratico è proprio per evitare che il provvedimento perda la sua efficacia a causa della lunghezza eccessiva dei tempi». Il presidente del Consiglio non ha dubbi: «La Romania è un paese amico. Al premier Tariceanu e al suo Paese rinnovo la mia stima. Con il primo ministro della Romania siamo d'accordo su tutto».
L'amicizia tra i nostri due popoli, avverte il Professore, non può essere compromessa «da minoranze criminali» da un lato e «da minoranze xenofobe» dall'altro.

 

«Anche Tariceanu - assicura Prodi - è venuto oggi qui con una serie di misure concrete e sono la testimonianza di Bucarest della piena volontà di collaborare con noi. Nessuno è stato con le mani in mano fino ad ora». Il premier si sofferma sul caso Reggiani: «Gli episodi terribili di questi giorni - avverte Prodi - dall'omicidio della signora Reggiani ai raid xenofobi contro i romeni, non hanno nulla a che vedere con la nazionalità di chi li ha commessi. Sono episodi criminali e basta».










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