Roma, 23 novembre 2007. - La prima sezione penale della Cassazione ha annullato con rinvio il decreto con cui, il 25 maggio scorso, il giudice militare di sorveglianza di Roma aveva autorizzato l'ex ufficiale delle SS Erich Priebke, condannato all'ergastolo (che sta scontando agli arresti domiciliari) per l'eccidio delle Fosse Ardeatine, a svolgere all'esterno attività lavorativa.
Il collegio della Suprema Corte, presieduto da Giorgio Santacroce, ha infatti accolto il ricorso presentato dal procuratore militare della Capitale Antonino Intelisano contro il provvedimento di permesso accordato a Priebke, che venne sospeso proprio il primo giorno di lavoro esterno dell'ex ufficiale: quest'ultimo, infatti, non avrebbe comunicato ai carabinieri il percorso per raggiungere lo studio legale di via Panisperna dell'avvocato Paolo Giachini dove era previsto che lavorasse.
Per Intelisano il permesso di lavoro prevedeva un orario troppo libero per un detenuto agli arresti domiciliari.
Da un punto di vista pratico la situazione non cambia: l'ex nazista, condannato all'ergastolo per la strage delle Fosse Ardeatine, resta agli arresti domiciliari nella Capitale, al quartiere Aurelio, senza avere la possibilità di recarsi giornalmente a Via Panisperna nello studio di uno dei suoi legali, Paolo Giachini.
"Era una cosa già annunciata - ha commentato l'avvocato Paolo Giachini, difensore del 94enne ex SS - la Cassazione non si è sognata di mettere in discussione il diritto di Priebke a lavorare, ma ha dato ragione al procuratore Intelisano dicendo che il provvedimento non era conforme ai termini della norma". In ogni caso, la decisione della Suprema Corte, secondo Giachini, "si inserisce in un filone in cui i poteri forti politico-sociali del Paese sono intervenuti per far sì che i diritti di Priebke fossero limitati, non concessi a lui come invece a tutti quanti".
Il caso, dunque, dovrà essere riesaminato dal giudice militare di sorveglianza di Roma: "il permesso di lavoro non è stato messo in discussione - rileva l'avvocato Giachini - sarebbe una beffa se non glielo ridessero, ma credo che glielo daranno molto ristretto rispetto a prima".
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