Roma, 9 dicembre 2007 - «Lancio una sfida a Veltroni: metti da parte l'ipotesi di un accordo con Berlusconi sul Vassallum, e ragioniamo su altre ipotesi di riforme istituzionali con ricadute sulla legge elettorale». Il leader di An, Gianfranco Fini, nel suo intervento di replica all'Assemblea nazionale del partito, lancia «almeno tre proposte» al leader del Pd.
«Sono proposte - dice Fini - tutte bipolari e che vanno nel senso della democrazia dell'alternanza: sistema francese comprensivo del doppio turno; tornare al maggioritario e quindi al Mattarellum; modello regionale, proposto da Pinuccio Tatarella».
«Se invece Veltroni - conclude Fini - continua a lavorare sul Vassallum, allora non dica che An non ha proposte. Dica invece, assumendosi le responsabilità, che preferisce un accordo con Berlusconi».
SCELTA PER IL BIPOLARISMO
"Se un gruppo parlamentare come il nostro si mette di traverso, con il consenso e la solidarietà di tanti altri, di leggi elettorali non se ne fanno. È evidente che il nostro livello di opposizione, che può arrivare fino all'ostruzionismo, sarà direttamente proporzionale all'incapacità della nuova legge elettorale di riprodurre nel numero di seggi parlamentari, il reale consenso che ogni partito ha nel Paese". Lo ha detto il presidente di Alleanza Nazionale, Gianfranco Fini, nel corso della relazione di apertura dell'Assemblea nazionale del partito in corso a Roma.
Fini ha sottolineato che per An la pregiudiziale per una nuova elegge elettorale "è il bipolarsimo. Ci opporremo a soluzioni diverse" che non consentano "alleanze preventive, programmi comuni e indicazione del candidato premier".
Secondo il leader di An "il 'Vassallum' sarrebbe un'autentica legge truffa, che porterebbe alla destrutturazione del sistema e a gravi conseguenze nella reale rappresentatività del Paese. Una legge che "non passerà mai e che avrà l'opposizione di tutti". Secondo Fini "se si cerca il consenso solo dei due partiti maggiori, non reagisce solo An ma anche Lega, Udc e Bertinotti".
CRITICHE ALL'EX PREMIER
Fini non ha risparmiato critiche a Silvio Berlusconi, accusandolo di non aver rispettato il Patto di Gemonio: "Berlusconi ci deve spiegare perché dopo aver sottoscritto un accordo con me e Bossi, oggi agisce nel senso opposto. Questo sì che è un teatrino della politica".
''Spero che sia per tutti chiaro che, almeno per me, non esiste alcuna possibilità che Alleanza nazionale si sciolga e confluisca nel nuovo partito di Berlusconi, del quale non si capiscono valori, programmi, classe dirigente. Non ci interessa la prospettiva di entrare in un indistinto partito delle libertà". Gianfranco Fini sottolinea di avere usato ''parole volutamente chiare'' per chiudere la porta in faccia a Berlusconi, che lo invita ad entrare nella sua nuova creatura politica.
''Non per ammutinamento, non per lesa maestà lo avevo invitato a dialogare sulla legge elettorale a riconoscere gli errori di noi tutti, e fare un salto in avanti e non cambierei un solo aggettivo, una sola parola di quelle interviste che non erano sbagliate, ma soltanto da fare prima''.
''Lui che adesso accetta di discutere sulla legge elettorale, ci ha risposto senza rispetto - va avanti Fini - e quasi sfidando il ridicolo ci ha detto 'ho fondato il Pdl, scioglietevi, bussate, venite e vi sarà aperto...' comportarsi in questo modo non ha a che fare con il teatrino della politica, significa essere alle comiche finale''.
Un tifoso vestito da babbo Natale esulta allo stadio di Cleveland. Accanto a lui, un'anziana signora con occhiali e cuffia da notte rossa: si è presentata come la moglie, quindi sarebbe Mamma Natale...