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Politica

NUOVE FREQUENZE

Tv sarde contro il governo: "Noi, escluse dal bando"

La denuncia arriva da Antonio Satta, vicesegretario dell'Udeur, che ha presentato un'interrogazione. Sotto esame l'assegnazione delle frequenze per l'esercizio dell'attività televisiva che esclude le televisioni locali

televisori Cagliari, 5 novembre 2007 - Le tv sarde sono in rivolta contro il governo perchè sono state escluse dal bando per l'assegnazione delle nuove frequenze. Lo denuncia il vicesegretario dell'Udeur, onorevole Antonio Satta, in un'interrogazione urgente al ministro per l'attuazione del programma, Nicolais, chiamato a rispondere domani pomeriggio alla Camera dei Deputati.

 

Satta ricorda: "Il bando di gara assegna per la prima volta in Italia impianti-frequenze per l’esercizio dell’attività televisiva attraverso una procedura competitiva; ma il bando adotta, purtroppo, una procedura a dir poco anomala, poiché vengono estromesse le televisioni locali, pur essendo queste pienamente legittimate dalla normativa alla base della decisione del Ministero delle comunicazioni".

 

"Risulta grave e ingiusto - prosegue il deputato - il fatto che le emittenti televisive locali, nonostante negli anni abbiano dovuto investire nell’acquisto di frequenze, per ampliare e migliorare la ricezione del proprio segnale, e, quindi, garantirsi un’adeguata presenza sul mercato, vengano escluse non solo dall’assegnazione gratuita, ma anche dalla semplice possibilità di partecipare alla gara pubblica, privilegiando, in tal modo, solo le televisioni nazionali con copertura insufficiente. In particolare, poi, le prescrizioni del bando discriminano fortemente le emittenti locali private sarde, che, guarda caso, fanno parte, quasi tutte, del Consorzio Sardegna Digitale, da lungo tempo impegnate a favorire e rendere possibile il raggiungimento dell’obiettivo di arrivare al digitale totale, rispettando i tempi previsti del 1° marzo 2008".

 

"Le emittenti televisive locali, ed, in modo più marcato, quelle sarde, si sono viste escludere in partenza dalla competizione per l’assegnazione delle frequenze libere sulla base di una procedura tecnicamente incomprensibile e giuridicamente illegittima, e che, per di più, crea una pericolosa distorsione proprio nella fase decisiva di pianificazione delle frequenze nella Regione Sardegna, che porterebbe, conseguentemente, al fallimento vero e proprio dei programmi già stabiliti e concordati. La pesante e preoccupante situazione che tocca, in particolare la Sardegna, è stata denunciata sia sui media locali e sia al Ministero; risulta grave ed incomprensibile che, negli elenchi delle frequenze da assegnare, siano ricompresi ben 16 canali ben coordinati e due coordinabili in Sardegna; ciò rende di fatto difficile la già complessa e onerosa pianificazione in digitale nella stessa regione sarda".

 

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