Roma, 5 dicembre 2007 - Sul caso Forleo, scende in campo Di Pietro, che dal suo blog scrive: "Quello che più colpisce nelle vicende legate ai magistrati Luigi De Magistris e Clementina Forleo è che sono state oscurate completamente le inchieste che stavano conducendo. Di Why Not e di Unipol non parla più nessuno. Stiamo andando oltre alla metafora del dito che indica la luna. Qui hanno fatto scomparire direttamente la luna e ci hanno lasciato solo il dito da guardare".
Il leader di Italia dei Valori premette di avere "come sempre, il massimo rispetto per le decisioni prese dagli organi della magistratura, ma anche - aggiunge - il legittimo sospetto che ci sia un'influenza da parte della politica nell'accanimento verso due magistrati scomodi".
"Il problema non è più soltanto giudiziario, è soprattutto politico. Ai cittadini ormai non interessa sapere per via giudiziaria se dei politici sono colpevoli di qualche reato, per i cittadini l'allontanamento dei magistrati che indagavano su di loro è di per sè un'ammissione della colpevolezza dei politici e l'ennesima affermazione - prosegue - dell'utilizzo di due pesi e due misure tra eletti e elettori.
"L'opinione pubblica ha la certezza che gli eletti non si possono processare. Va francamente ammesso che la gestione dei casi De Magistris e Forleo, foss'anche ineccepibile dal punto di vista formale, è una grave sconfitta politica di cui - conclude - dovremo pagare le conseguenze".
Il commissario Ue ai Media Viviane Reding: "La durata delle pubblicità di 12 minuti l'ora non viene rispettata, le televendite non sono incluse in questi 12 minuti e l'autopromozione non viene considerata pubblicità. In più le sanzioni contro chi viola le norme sono deboli"