Milano, 8 dicembre 2007 - "Abbiamo il dovere morale di liberare il nostro popolo da questa Italia schiavista. Il potere colonialista imbecille non capisce che il popolo aspetta solo il momento per attaccare, e quel momento verrà".
E' quanto ha affermato Umberto Bossi che ha partecipato davanti alla Prefettura di Bergamo a una manifestazione di circa 250 militanti leghisti contro il richiamo del prefetto di Bergamo Camillo Andreana rivolto al sindaco "padano" di Caravaggio che nega l'autorizzazione alle nozze per gli extracomunitari immigrati irregolarmente nel nostro Paese.
Nel suo breve intervento, il fondatore della Lega Nord ha poi respinto l'idea del partito unico del centrodestra e ha invitato i militanti a prepararsi "moralmente per la lotta, anche se si rischierà di lasciarci la vita". "Non si può entrare in un partito unico perché la Lega ha una sua identità" ha continuato Bossi, domandandosi retoricamente chi altrimenti "difenderà il popolo della Padania nel partito unico".
Insieme a Bossi, sono presenti a Bergamo anche il vicepresidente del Senato Roberto Calderoli, il presidente dei senatori leghisti Roberto Castelli, il parlamentare europeo Mario Borghezio e i 43 sindaci del Carroccio della Bergamasca.
Il commissario Ue ai Media Viviane Reding: "La durata delle pubblicità di 12 minuti l'ora non viene rispettata, le televendite non sono incluse in questi 12 minuti e l'autopromozione non viene considerata pubblicità. In più le sanzioni contro chi viola le norme sono deboli"