Roma, 18 dicembre 2007 - L'ex comandante della Guardia di Finanza Roberto Speciale sta pensando "seriamente" di entrare in politica. Lo dice in una intervista a Libero dove fa sapere di puntare ad una candidatura da senatore.
Nel colloquio con il quotidiano di Vittorio Feltri, Speciale ripercorre tutta la vicenda che ha portato alla rimozione dal suo incarico da parte del Governo e si difende: "La questione è semplice: ho difeso le mie competenze e l'autonomia della Guardia di Finanza, in questa battaglia mi hanno voluto delegittimare, infamandomi con le accuse più invereconde, questo non lo potevo accettare, quindi io mi sono battuto esclusivamente per il mio onore e per la mia onorabilità. Ho già dimostrato mesi fa, rinunciando al prestigiosissimo incarico alla Corte dei Conti e oggi rinunciando al comando generale della Guardia di Finanza, che non sono attaccato alle poltrone".
"A me - prosegue Speciale - interessa uscire a testa alta da questa vicenda, che venga riconosciuto che io sono un onorato e onorabile servitore dello stato, cioè quello che ho fatto per 46 anni. Mi volevano cacciare, invece sono io che me ne vado". Ma non in pensione. "Diciamo che ho un'idea".
Entrare in politica? "Ci sto pensando seriamente", dice osservando che durante tutta la vicenda "tutto il centrodestra" gli è stato vicino e che deve "riconoscere la vicinanza affettuosa di Di Pietro". Quindi, al giornalista che gli domanda se il prossimo incontro potrà avvenire in Senato, Speciale risponde: "Spero proprio di sì".
ROTONDI: BENVENUTO NELL'AGONE POLITICO
"Ho espresso nei giorni scorsi delle opinioni e ho esternato delle informazioni e sono contento per il generale Speciale dopo avermi smentito oggi conferma sia le mie opinioni che le mie informazioni. Benvenuto nell'agone politico dove, del resto, era atteso da tempo", dice il segretario della Democrazia Cristiana per le Autonomie, Gianfranco Rotondi.
LA SFIDUCIA DELLA CDL
I capigruppo della Cdl al Senato, in concomitanza con i lavori sulla Finanziaria a Palazzo Madama, sono pronti a presentare una mozione di sfiducia nei confronti del ministro dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa.
''Una lezione di stile del generale - spiega Renato Schifani, Fi - Attendevamo analogo gesto con le sue dimissioni da parte del ministro dell' Economia. Non l'abbiamo avuto: noi oggi in Senato formalizzeremo una richiesta di dimissioni e quindi di sfiducia del ministro''.
Il commissario Ue ai Media Viviane Reding: "La durata delle pubblicità di 12 minuti l'ora non viene rispettata, le televendite non sono incluse in questi 12 minuti e l'autopromozione non viene considerata pubblicità. In più le sanzioni contro chi viola le norme sono deboli"