Roma, 8 gennaio 2008 - Si avvia oggi pomeriggio con "incontri informali con le parti sociali" la nuova fase di concertazione per la tutela dei salari e del potere d'acquisto dei lavoratori dipendenti. Quello di oggi dovrebbe essere l'avvio di una 'ricognizionè sulle possibilità di intervento, ma i sindacati sottolineano con forza che in mancanza di risposte concrete si va allo sciopero generale. In un'intervista a 'La Stampà il segretario generale della Uil Luigi Angeletti sostiene che "L'unica strada che ha il governo per recuperare in fretta il consenso dei lavoratori senza pesare troppo sulle casse dello Stato è il taglio delle imposte sugli aumenti salariali. Nazionali e aziendali".
Angeletti spiega che "l'onere verrebbe spalmato nel tempo. I contratti non vengono firmati tutti nello stesso momento. Visco faccia un esercizio di fantasia. È d'accordo perfino Confindustria. Se vogliono evitare lo sciopero generale e i fischi è venuta l'ora di osare". Concludendo, il leader della Uil afferma: "Per il rinnovo del contratto nazionale se ne può parlare, ma sugli aumenti aziendali vogliamo l'azzeramento delle tasse".
Un forte invito a intervenire arriva dal capogruppo del Pdci alla Camera Pino Sgobio: "Dalla restituzione ai lavoratori del fiscal drag all'aggancio dei salari all'inflazione reale, anzichè a quella programmata, come prevedono gli accordi del 1993: sull'emergenza salari è ora che il governo imprima una decisa e determinata sterzata. Non è più il tempo dell'attesa".
"I prezzi aumentano, mentre i salari sono al palo e la produttività cresce. Nel Paese - conclude Sgobio - c'è bisogno di una concreta ridistribuzione sociale, pena l'aumento di una sempre più inaccettabile e insostenibile disuguaglianza. Il governo ricominci da questo".
Intanto arrivano ottimi dati sui conti pubblici dall'Istat che certifica che nei primi nove mesi del 2007 il deficit di si è attestato all'1,3% del Pil (contro il 4% delo stesso periodo del 2006) con un risultato che è il migliore dal 1999.
Il buon andamento dei conti pubblici, incalzano subito i sindacati, può essere una spinta ulteriore per risolvere la questione dei salari: a parlare è ilsegretario generale dell'Ugl, Renata Polverini. "Il buon andamento dei conti pubblici certificato dall'Istat - spiega la sindacalista - oltre a far cadere l'alibi dell'emergenza deficit, rafforza la necessità di procedere, non solo sulla via del risanamento, ma anche su quella dell'equità e della crescita".
Il commissario Ue ai Media Viviane Reding: "La durata delle pubblicità di 12 minuti l'ora non viene rispettata, le televendite non sono incluse in questi 12 minuti e l'autopromozione non viene considerata pubblicità. In più le sanzioni contro chi viola le norme sono deboli"