Roma, 11 gennaio 2008 - La Procura di Napoli ha chiesto il rinvio a giudizio di Agostino Saccà, direttore di RaiFiction autosospesosi dall'incarico in seguito allo scandalo intercettazioni che hanno coinvolto anche l'ex premier, Silvio Berlusconi.
Lo rivela l'Espresso nel numero che in edicola. Il pm Vincenzo Piscitelli, secondo il settimanale, accusa Saccà di aver "favorito cinque attrici segnalate da Berlusconi in cambio della promessa di un sostegno al Cavaliere alle sue future attività private".
"Quando tutto questo fumo che è stato alzato si abbasserà, le cose si vedranno bene". È quanto dichiara Agostino Saccà, l'ex direttore generale di Rai Fiction in un'intervista al Corriere della sera, all'indomani della richiesta di rinvio a giudizio della Procura di Napoli con l'accusa di corruzione nell'inchiesta su presunte raccomandazioni di attrici in cui è indagato anche Silvio Berlusconi.
"C'erano due ruoli liberi. Uno da psicologa e uno da infermiera: per questo qui andava meglio la Ferranti che ha una faccia popolare, più da soap", mentre la Zanier "era più sofisticata" spiega l'ex dg di Rai Fiction, entrando nel merito della scelta di alcune attrici in determinati ruoli nella fiction Incantesimo. "Comunque - continua - erano piaciute tutte e due. Giudicate idonee per la parte di Maya l'infermiera".
Saccà, ricordando poi che una parte nella fiction l'hanno avuto entrambe le ragazze, dice ancora: "Sì, quella della Ferranti è un pochettino più importante. Però tutti quelli che mi criticavano, alla fine mi hanno dato ragione infatti Camilla funziona, è brava, ora se ne accorgono. E Incantesimo è ripartito alla grande". Tuttavia, continua Saccà, "c'è una frase alla fine di questa intercettazione che non è stata riportata. Forse perchè non faceva comodo. Quando dico: ' guarda che se non è giusta, la Ferranti non la prendiamo nemmeno se me lo chiede il Padreterno'". Infine, interviene sulle possibili raccomandazioni di di Elena Russo, Antonella Troise ed Evelina Manna, concludendo: "Non ha lavorato nessuna. Perchè evidentemente non andavano bene".
Il commissario Ue ai Media Viviane Reding: "La durata delle pubblicità di 12 minuti l'ora non viene rispettata, le televendite non sono incluse in questi 12 minuti e l'autopromozione non viene considerata pubblicità. In più le sanzioni contro chi viola le norme sono deboli"