Roma, 12 gennaio 2008 - A dominare la classifica sono i negozi di abbigliamento, ben 121. Seguiti da bar e caffe' (73, di cui 62 nel centro-nord), ristoranti e pizzerie (69) e panetterie (68).
Ma in questa classifica dei 'cattivi', o dei 'distratti', stilata dall'Agenzia dell'entrate, che certifica i negozi chiusi nel solo 2007 per aver violato la legge non emettendo scontrini o ricevute fiscali, rientrano anche barbieri e parrucchieri (14), discoteche e sale da ballo (13) e lavanderie e tintorie a secco (13). In totale, sottolinea l'Agenzia, nell'anno passato sono state abbassate per irregolarita' 1.017 saracinesche mentre, in media, sette esercizi su dieci visitati dal fisco sono stati sorpresi e 'pizzicati'.
Piu' in generale, Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza dal novembre del 2006 alla fine del 2007 hanno effettuato piu' di 180mila controlli su tutto il territorio, riscontrando 125.379 violazioni alla normativa con una positivita' del 69%. La sospensione dell'attivita' nella quasi totalita' dei casi e' stata di tre giorni, ma non sono mancate sanzioni piu' pesanti come quella inflitta a un ristorante di Firenze, chiuso per dodici giorni dopo 24 violazioni, o a un grande parcheggio di Genova, chiuso per nove giorni per essersi dimenticato di fare la ricevuta ben 165 volte.
Ma la visita del fisco, spiegano dall'Agenzia dell'Entrate, ha spesso sortito effetti positivi sulle attivita' dell'esercizio: nei giorni immediatamente successivi ai controlli in una determinata zona, gli incassi di commercianti, ristoratori e discoteche sono aumentate in media del 20 per cento rispetto ai quindici giorni precedenti alle constatazioni di violazione".
Le indagini effettuate in seguito alla scoperta di violazioni di questo tipo, inoltre, hanno fatto emergere un'interessante corrispondenza tra le categorie piu' propense a non emettere scontrini e quelle piu' abituate a taroccare gli studi di settore.
A livello territoriale l'Umbria sembra essere la regione piu' ligia al rispetto delle norme sull'emissione di scontrini e di ricevute fiscali: su un totale di 2.340 controlli, infatti, sono risultati non in regola appena il 45 per cento dei visitati, una percentuale confrontata con l'indice di positivita' di regioni come la Campania, dove l'84 per centro dei 21.227 controlli ha evidenziato una violazione dell'obbligo, o con quello della provincia di Bolzano, che ha fatto registrare quasi l'87 per cento di accessi con esito positivo.
Mentre la regione che ha visto piu' serrande abbassate e' stata la Sicilia, dove la Guardia di Finanza ha eseguito 123 provvedimenti di sospensione dell'attivita' emanati dal direttore regionale dell'Agenzia delle Entrate. A seguire vengono il Veneto con 117 chiusure e il Lazio con 90. La Valle d'Aosta, invece, si e' dimostrata tra le regioni piu' virtuose, o quantomeno tra quelle dove l'attivita' di controllo ha sortito migliori risultati in tema di deterrenza: un solo provvedimento di chiusura su 276 violazioni accertate.
IL CODACONS
Controlli a tappeto su tutto il territorio e sanzioni più severe contro l'evasione fiscale che continua a danneggiare «pesantemente» i consumatori italiani.
Lo chiede il Codacons commentando i dati diffusi dall'Agenzia delle Entrate: "Speculazioni ed evasione - afferma il Presidente Codacons, Carlo Rienzi - hanno ripercussioni negative dirette sui prezzi al dettaglio, e danneggiano i cittadini. Alla luce di questi dati, si impone un incremento dei controlli nel 2008, che non devono più essere effettuati a campione ma a tappeto su tutto il territorio, controllando le dichiarazioni dei redditi dei commercianti ed elevando sanzioni pesanti nei confronti dei trasgressori".
Il commissario Ue ai Media Viviane Reding: "La durata delle pubblicità di 12 minuti l'ora non viene rispettata, le televendite non sono incluse in questi 12 minuti e l'autopromozione non viene considerata pubblicità. In più le sanzioni contro chi viola le norme sono deboli"