Reggio Calabria, 28 gennaio 2008 - I carabinieri di Reggio Calabria hanno eseguito 18 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di alcune persone, tra cui anche politici e dirigenti del servizio sanitario calabrese, accusate di associazione per delinquere di tipo mafioso, truffa ed altro.
Tra gli arrestati anche il consigliere regionale Mimmo Crea, il commissario dell'Asp di Catanzaro Pietro Morabito, già direttore dell'azienda sanitaria reggina, il dirigente dell'assessorato alla sanità della regione Calabria Peppino Biamonte, e i due Marcianò, Alessandro e Giuseppe, padre e figlio accusati già di essere i mandanti dell'omicidio di Franco Fortugno, il vice presidente del consiglio regionale della Calabria ucciso a Locri il 16 ottobre del 2005.
Secondo l'accusa i due Marcianò avrebbero fatto uccidere Fortugno, per favorire il rientro in consiglio regionale di Mimmo Crea, primo dei non eletti nella Margherità.
Nel corso della stessa operazione denominata "Onorata Sanità" è stata sequestrata una clinica privata. Alle 11 presso il comando provinciale dei Carabinieri di Reggio Calabria si terrà una conferenza stampa per illustrare meglio l'intera operazione.
I provvedimenti sono stati eseguiti all'alba di oggi dai carabinieri del comando provinciale di Reggio Calabria. Le persone indagate sono complessivamente sono 44 e tra gli arrestati figurano elementi organici alla cosca del boss Giuseppe Morabito, "Tiradritto".
Tra i colpiti dalle ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal gip di Reggio Calabria, figura anche Antonio Crea, 29 anni, medico, figlio del consigliere regionale Domenico. Il giovane professionista è direttore sanitario della clinica privata "Ania" di Melito Porto Salvo che è stata posta sotto sequestro.
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