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Politica

MERCATI IN CRISI

La paura della recessione Usa
affonda ancora le borse

Tokyo crolla quasi del 4%, Londra giù dell'1,88%, Milano in ribasso dello 0,96%, Francoforte in calo dell'1,46% e Parigi che cede l'1,8% Commenta

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Mercati finanziari, la borsa in caduta libera Roma, 28 gennaio 2008 - Il timore di una recessione negli Usa che contagi anche l'economia mondiale, affonda ancora le borse.
In Asia, Tokyo crolla quasi del 4%, mentre le borse europee perdono tutte oltre l'1%. In particolare, la borsa nipponica risente di un rapporto della banca d'affari Goldman Sachs, che lancia l'allarme sul rischio di una recessione. Recessione che potrebbe colpire il Giappone già nei primi sei mesi di quest'anno, non tanto a causa della crisi dei subprime, quanto per un indebolimento delle esportazioni verso la Cina e per un calo dei consumi, legato alla crisi immobiliare.


L'indice Nikkei e soprattutto la borsa cinese che perde oltre il 7%, affondano Hong Kong che scende del 5,4%. Male anche le borse europee, con Londra giù dell'1,88%, Milano in ribasso dello 0,96%, Francoforte in calo dell'1,46% e Parigi che cede l'1,8%. I listini europei risentono fortemente dei rischi di una recessione negli Usa, in attesa di un nuovo possibile taglio dei tassi statunitensi, previsto per dopodomani, alla riunione della Fed, e alla vigilia del discorso di stasera sullo stato dell'Unione del presidente George W. Bush, che punterà soprattutto a rassicurare gli americani sull'andamento dell'economia, cercando di convincerli che il piano di aiuti da 150 miliardi di dollari, in discussione al Congresso, sarà tempestivo e avrà un impatto tale da scongiurare un peggioramento della crisi.


Pesa sui listini europei anche l'effetto SocGen. Il titolo della banca francese, vittima di una maxi-truffa da 5 miliardi di euro, perde a Parigi più del 5%. Oggi i giudici hanno tramutato il fermo del giovane trader Jerome Kerviel, autore della truffa, in custodia detentiva temporanea, riconoscendo che il broker avrebbe agito da solo, nascondendo ai suoi superiori le attività di negoziazione illegale.

"L'ho fatto perchè volevo essere un trader eccezionale", confessa il giovane, rivelando che anche altri operatori avrebbero effettuato operazioni simili alle sue a partire dalla fine del 2005. Intanto la banca ammette che Kerviel, che ha operato la truffa negoziando sui future degli indici di borsa, ha scambiato posizioni sui derivati per la stratosferica cifra di 50 miliardi di euro, ben più del valore di capitalizzazione della banca, pari a circa 34 miliardi di euro.

 

Il Governatore della Banca di Francia, Christian Noyer, sostiene di aver aspettato tre giorni prima di informare il governo sulla truffa per consentire alla banca di liquidare sul mercato le posizioni in perdita e che queste maxi-vendite non avrebbero inciso sulle decisioni di politica monetaria della Fed.

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