Roma, 4 febbraio 2008 - Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, riceverà questa sera alle 18.30 al Palazzo del Quirinale il presidente del Senato, Franco Marini, che gli riferirà in ordine all'esito delle consultazioni svolte a Palazzo Giustiniani. La convocazione è giunta subito dopo che Marini aveva annunciato la conclusione delle consultazioni.
"Ho concluso la verifica che mi era stata chiesta dal presidente della Repubblica sulla possibilità di arrivare presto ad una modifica della legge elettorale e poi anche alle elezioni anticipate - ha detto Marini al termine dei colloqui - Ho chiesto poco fa al presidente della Repubblica di poter riferire sull'incarico in serata".
Al momento, stando alle dichiarazioni ufficiali fino ad ora rilasciate dai leader politici dopo l'incontro con Marini, non sembrano emergere variazioni nelle posizioni espresse, che ribadiscono la contrapposizione tra la Cdl, compatta nella richiesta di andare subito al voto, e il PD di Walter Veltroni convinto invece della necessità di riformare la legge elettorale. Intanto, il Consiglio dei ministri è stato convocato per domani alle 10 a Palazzo Chigi per approvare il decreto presidenziale per l'indizione del referendum sulla legge elettorale.
BERLUSCONI E VELTRONI
Il filo fra Franco Marini e Gianni Letta non ha per ora funzionato. Silvio Berlusconi, al termine dell'incontro a Palazzo Giustiniani, auspica che "al termine delle consultazioni il Capo dello Stato possa indire subito le elezioni". Il leader di Fi ritiene che "la cosa migliore sia dare al Paese un Governo legittimato dal voto popolare e che possa essere immediatamente operativo".
Escluso anche un Governo per poter svolgere i referendum: "Sarebbe una incomprensibile e dannosa perdita di tempo". An, come Fi, chiede le elezioni. "La nostra Costituzione - dice Fini - non prevede Governi per fare i referendum o per fare la legge elettorale. Per i Governi serve un programma politico e non esistono le condizioni per trovare una maggioranza in Parlamento".
Walter Veltroni, dopo avere ascoltato Fini e Berlusconi, vede "il rischio di una occasione perduta". Il Pd chiede comunque "tre mesi, non 30 anni, per scrivere le nuove regole. Una breve collaborazione oggi consentirebbe all'Italia di essere più sicura domani". Berlusconi e Veltroni respingono l'ipotesi del 'Giornalè di una alleanza Fi-Pd. Berlusconi la definisce "una utopia".
Veltroni afferma: "Non riusciamo neppure a riscrivere insieme le regole del gioco...". Franco Marini, incaricato dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di verificare il consenso su una nuova legge elettorale e sul Governo, incontrerà nel pomeriggio gli ex Capi dello Stato e poi andrà a riferire al Quirinale. La crisi torna nelle mani del capo dello Stato che questa mattina ha incontrato separatamente il Governatore della Banca d'Italia Mario Draghi ed il ministro dimissionario dell'Interno Giuliano Amato.
L'ORA PER ORA
ORE 17.30 «Ho chiesto poco fa al presidente della Repubblica di poter riferire sull'incarico che mi è stato affidato in serata». Lo ha reso noto il presidente del Senato Franco Marini al termine delle sue consultazioni.
ORE 13,53 VELTRONI: IL PAESE VUOLE NUOVA LEGGE
Il Paese avrebbe preferito una nuova legge elettorale alle elezioni anticipate. Lo ha detto il segretario del Pd, Walter Veltroni, al termine della consultazione con il presidente Marini.
Veltroni ha premesso che con oggi sono salite a Palazzo Giustiniani "26 delegazioni, erano 27 con la Lega che non è venuta ma avrebbe dovuto accettare l'invito", e questa è una cosa inedita per un Paese europeo. Per questo occorre "ringraziare Marini per il lavoro che ha fatto e che tutti gli italiani hanno seguito".
Veltroni ha ricordato che questa è un'occasione "per dare al Paese le regole che consentano di contrastare la frammentazione e l'instabilità", regole di cui "il Paese ha bisogno". Per questo, secondo Veltroni, "l'Italia che lavora, che produce" rappresentata anche dalle parti sociali che Marini ha visto sabato, "in questo momento più che precipitare alle elezioni preferirebbe avere una legge elettorale" diversa dall'attuale.
FIDUCIA IN NAPOLITANO "Ho fiducia nella consueta saggezza con cui Napolitano prende le sue decisioni alla luce dei contenuti che Marini gli riferirà» e la sua decisione «da noi sarà condivisa", dice Walter Veltroni al termine dell'incontro con il presidente incaricato Franco Marini
ALTERNATIVI A FORZA ITALIA "Berlusconi l'ha definita una ipotesi irrealistica, ma e' difficile sostenere questa ipotesi se oggi ci si nega un accordo per 3 mesi per fare insieme delle regole comuni". Così spiega Walter Veltroni ai giornalisti che gli chiedono del possibile patto tra Forza Italia e Partito democratico di cui parla "Il Giornale".
"La nostra idea di una democrazia moderna - aggiunge Veltroni - è fondata su una semplice premessa. Si puo' stare insieme per scrivere le regole e difendere gli interessi generali del Paese. Pero', poi, noi e il centrodestra siamo alternativi sia per programmi sia per valori".
E dunque, si torna "ad essere alternativi e a confrontarsi anche duramente". Il segretario del Pd, sottolinea, anche che in noi "vi e' la consapevolezza che uno schieramento di 14 partiti non puo' governare efficacemente un Paese come il nostro".
ORE 12,30 BERLUSCONI: GOVERNO OPERATIVO
La cosa migliore è il voto subito - ha detto Berlusconi a Marini - il governo deve essere immediatamente operativo. Quanto poi all'anticipazione del Giornale, il leader di Fi la dichiara "un'ipotesi irrealistica, un'utopia". E prosegue: "Con noi è sempre possibile trovare un accordo".
DIALOGO "Non siamo noi quelli che abbiamo interrotto il dialogo...". E ancora: ''Abbiamo confermato al presidente Marini la nostra disponibilita' a dialogare con l'altra parte, con le persone di buona volonta'; una posizione che dopo le elezioni trovera' conferma in quello che faremo''.
"È una proposta non realistica, un'utopia". Così Silvio Berlusconi spiega che non è possibile fare un patto con Veltroni e andare insieme alle elezioni. "Non è possibile", aggiunge spiegando che non ci sarà alcun accordo con il Pd prima del voto.
"Da parte nostra c'è stato sempre l'impegno a non delegittimare l'altra parte, noi comunque confermiamo la disponibilità al dialogo", dice il leader azzurro.
Quanto al governo per il referendum sarebbe un'"inutile incomprensibile negativa perdita di tempo"
CAMERA LL'OPPOSIZIONE Silvio Berlusconi definisce "plausibile" l'ipotesi di dare all'opposizione, dopo un'eventuale vittoria elettorale della Cdl, la presidenza di una delle due Camere. Conversando con i cronisti al suo ritorno a Palazzo Grazioli, dopo aver incontrato al Senato Franco Marini, a chi gli chiede la possibilita' che si instauri un dialogo con l'opposizione dopo il voto, risponde: "Me lo auguro, perche' siamo di fronte a una situazione drammatica".
Affidera' la presidenza di una delle Camere all'opposizione? "E' un discorso piu' ampio che deve essere fatto. Si', e' un'ipotesi plausibile".
OTTIMO PORCELLUM L'attuale legge elettorale, il cosiddetto 'porcellum', "ha dato un buon risultato nelle passate elezioni politiche" e "può dare ottimi risultati". Ne è convinto il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi. Nella passata competizione elettorale la legge messa in campo dal centrodestra "ha consentito la governabilità alla Camera alla parte che aveva ottenuto 24mila voti in più, ma nessuna legge avrebbe potuto assicurare la governabilità sicura a una parte che aveva preso 250mila voti in meno".
Secondo Berlusconi non è quindi una legge elettorale da cambiare, ma anzi "lascia libertà ai due schieramenti, la libertà ai partiti di decidere in quale coalizione vogliono stare".
IL NODO-UDC ''Questa legge elettorale lascia liberta' di avere delle coalizioni veramente omogenee''. Cosi', in modo sibillino, il presidente di Forza Italia Silvio Berlusconi, risponde ai cronisti che gli chiedono un giudizio sul fatto che, a differenza di An, l'Udc discuta ancora la sua leadership del centrodestra.
Il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi è arrivato a Palazzo Giustiniani ed e' ora a colloquio con il presidente del Senato Franco Marini. Accompagnano il Cavaliere i capigruppo di Camera e Senato Elio Vito e Renato Schifani, il vicepresidente del partito Giulio Tremonti e il coordinatore di Fi Sandro Bondi.
ORE 11, 46 PARLA FINI
"Non esistono le condizioni per dare vita a una maggioranza parlamentare finalizzata all'approvazione di una nuova legge elettorale". Lo dichiara Gianfranco Fini, al termine dell'incontro con il premier incaricato Franco Marini. Il leader di An, dunque, ha invitato Marini "a prendere atto della impossibilita' di dar corso al mandato ricevuto e a riferire di conseguenza al capo dello Stato".
"Non risulta che la Costituzione preveda governi per far fare i referendum o la legge elettorale", aggiunge Gianfranco Fini rispondendo ai giornalisti sull'ipotesi di un governo che consenta lo svoglimento dei referendum.
Fini non ha risposto alla domanda sull'ipotesi, avanzata dal 'Giornalè, di un'alleanza tra Berlusconi e Veltroni per le prossime elezioni.
Il leader di AN ha invitato Marini a riferire al Capo dello Stato "sull'impossibilità di trovare in Parlamento i numeri per definire un programma politico di governo: dall'economia alla sicurezza, dalle questioni sociali agli assetti isituzionali".
Con Alleanza nazionale sono riprese le consultazioni con il presidente incaricato Franco Marini, a palazzo Giustiniani. A colloquio con Marini ci sono il leader di An, Gianfranco Fini, e i capigruppo di Camera e Senato, Ignazio La Russa e Altero Matteoli.
Pochi passi a piedi per l'ex ministro degli Esteri durante i quali la gente lo applaude e lo incita a 'tenere duro'.
Poco prima un curioso fuori programma. Con tanto di fascia tricolore, il sindaco di Picciano, in provincia di Pescara, lo ferma e gli consegna un comunicato. "Protesto - dice il primo cittadino che di nome fa Marino Marini - perche' il presidente del Senato ha ascoltato tutti meno i sindaci". Fini ha assentito con un battuta salace: "Si' ha sentito proprio tutti, fritti e bolliti", dice il leader di An. Subito dopo varca il portone di Palazzo Giustiniani, non senza aver fatto il saluto militare ai carabinieri presenti.
ORE 9,41 IL VERTICE DEL PD
È in corso al 'loft' del Pd un vertice per definire i particolari della posizione da tenere in vista della consultazione con il presidente incaricato Franco Marini fissata per le ore 13. Attorno al tavolo lo stato maggiore del partito con, tra gli altri, Veltroni, Prodi, Rutelli, Fassino, Fioroni, Franceschini, Bindi e Parisi.
LA SCALETTA DEGLI APPUNTAMENTI
A palazzo Giustiniani continuano le consultazioni del presidente del Senato Franco Marini incaricato della verifica sulla formazione del nuovo governo. Nell'ordine, An (11), Fi (12), Pd (13). Nel pomeriggio gli ex capi di Stato: Francesco Cossiga (16), Oscar Luigi Scalfaro (16.30) e Carlo Azeglio Ciampi (17).
Il commissario Ue ai Media Viviane Reding: "La durata delle pubblicità di 12 minuti l'ora non viene rispettata, le televendite non sono incluse in questi 12 minuti e l'autopromozione non viene considerata pubblicità. In più le sanzioni contro chi viola le norme sono deboli"