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Politica

NASCE LA ROSA BIANCA

I centristi presentano Tabacci premier
"Se Casini non entra nel listone..."

Lo slogan dei centristi è 'libertà e solidarietà', il simbolo è in via di definizione. Tra i fondatori Pezzotta e Gerardo Bianco. Dialogo aperto con l'Udc Commenta

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bruno tabacci, candidato premier per la rosa bianca ROMA, 8 febbraio 2008 - Nasce la 'Rosa biancà, "movimento federativo e moderato" di centro, che si colloca tra i due Poli per rompere l'attuale «bipolarismo muscolare». In una affollata sala stampa di Montecitorio è l'ex leader Cisl e promotore del 'Family day', Savino Pezzotta a prendere per primo la parola e annunciare la nuova formazione politica. «Correremo da soli alle prossime elezioni con il nostro simbolo, che presenteremo lunedì e avrà nel logo lo slogan 'Libertà e solidarietà".

 

Accanto a lui sono seduti Mario Baccini e Bruno Tabacci, firmatari del 'Manifesto di Subiacò e fondatori del progetto politico. Manca il professore Pellegrino Capaldo, presidente del comitato etico che «avrà il compito di controllare l'attività economica del movimento e gestire le risorse».


Pezzotta spiega: «Il simbolo è in via definizione. Dobbiamo mettere a punto i colori. Certamente ci sarà una rosa con attorno la scritta 'Libertà e Solidarietà. Non c'è più 'Rosa biancà.Ci proponiamo come una forza intermedia contro il manicheismo della politica italiana. Non vogliamo accaparrare voti. Avremmo potuto salire su altri carri più sicuri. Ci poniano al centro vogliamo essere una presenza moderata ma critica.

La macchina organizzativa è già partita: Pezzotta è il presidente del movimento e sarà affiancato da due vice; Baccini farà il segretario nazionale; Tabacci correrà per palazzo Chigi come candidato premier, mentre Gian Guido Folloni spetterà il compito di visionare le candidature. Tra i soci fondatori c'è Gerardo Bianco, ex Ppi e leader storico della Dc, che coordinerà la campagna elettorale.

 

AVANCES A CASINI

''Noi stiamo qui... Ci siamo...''. Cosi' risponde Tabacci a chi gli chiede se il fatto che l'Udc non entrera' nel listone del partito del popolo della liberta' di Silvio Berlusconi possa aprire delle prospettive di dialogo con loro.
Tabacci, sul futuro del partito di via Due Macelli comunque osserva: ''previsioni non ne voglio fare, senno' mi danno del diabolico...''.


A Tabacci è piaciuto poco, comunque, l'atteggiamento di Casini sulla legge elettorale: ''se avesse continuato a mantenere la linea del tedesco - osserva - si sarebbe potuti riuscire ad andare a votare a giugno con la legge elettorale cambiata. Ma c'era da seguire Berlusconi...''.


Quanto ai contatti con l'Italia dei Valori, Tabacci spiega: ''Nel momento in cui Di Pietro decide di trattare con Veltroni allora rompe questo schema...''.

 

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