Nessun dubbio nel 'comitatone' socialista. Poco probabili la ricucitura coi Radicali sul nome della Bonino, e l'ipotesi di alleanze con Bertinotti. Ed è ancora in forse anche il nome del candidato premier Commenta
di Francesco Ghidetti
Firenze, 12 febbraio 2008 - "Mai e poi mai. Allora tanto valeva scioglierci ad aprile dello scorso anno e confluire da prime donne nel Partito democratico".
Raccontano che l'atmosfera, stamane, in piazza San Lorenzo in Lucina, non fosse da ultima spiaggia. I socialisti del rinato Ps, Boselli in testa, tengono duro. E, a fronte di una sfida che sembra impossibile ("ha presente l'Everest? Ecco, provi a scalarlo d'inverno...", scherza una funzionaria di partito) i socialisti ritirano fuori l'orgoglio dei bei tempi.
Tempi andati: "Ma no - ragiona Boselli - non si tratta di fare la solita caricatura del socialista a caccia di posti. Non me ne importa niente degli strapuntini. Anzi: non ce ne importa niente. Il partito è unito. Col Pd potevamo e volevamo avviare un confronto sui contenuti, mica una trattativa per i posti. E invece...". E invece ora c'è un'asticella del 4 per cento da superare alla Camera e un 8 da scavalcare al Senato.
Il "comitatone" socialista che si è riunito stamattina (erano presenti, tra gli altri, Villetti, Angius, Intini, Zavettieri, Dato, De Michelis, Turci, Grillini, Schietroma) non hanno avuto dubbi: al Pd diciamo di no. Non è stato trovato, stando a fonti ufficiali e quindi da prendere con le molle, un modo per ricucire coi radicali, né è stato definito chi indicare come candidato premier (qualcuno ha avanzato la proposta logica di Boselli, l'interessato non si sbilancia). Il che non è questione di poco conto.
Nei giorni scorsi, infatti, era stata avanzata, nei circoli politici romani, l'ipotesi (suggestiva, ammettiamolo) di un cartello lib-lab pronto a sostenere Emma Bonino. Un'idea forse poco praticabile visti i rapporti tutt'altro che buoni tra radicali e socialisti dopo la non fortunatissima esperienza della Rosa nel Pugno. Ma certamente in grado di mettere in agitazione il Pd, che infatti aveva subito iniziato a corteggiare (peraltro con stile discutibile) la ministra radicale.
A questo punto sorge spontanea la domanda: non sarà che Boselli farà la sorpresa di allearsi con Bertinotti e la Cosa Rossa? Parrebbe di no. I canali diplomatici tra socialisti e "sinistra critica", in questo periodo non sono attivi, a parte gli ottimi rapporti personali tra il presidente di Montecitorio e il segretario del Partito socialista.
Una curiosità c'è. E va registrata. Sul sito dei socialisti, quasi il 25 per cento di militanti spinge per un accordo con le forze di sinistra. Non disdegna un rinnovato amore coi radicali (circa il 28 per cento). Vuole tentare il tutto per tutto (24,9%), senza alleanze. Un 20 per cento (poco...) sarebbe felice di andare col Pd.
Il problema è sempre quello. Tra ex comunisti e socialisti non si è mai veramente risolta la frattura di Tangentopoli. E l'atteggiamento dei vertici del Pd (che, non dimentichiamoci, è l'unione tra i maggiori avversari dell'allora Psi, ex pci ed ex sinistra dc) non incoraggia il dialogo.
Di sicuro, comunque, la "vocazione maggioritaria" del Pd non porterà alla vittoria il centrosinistra. Berlusconi è molto avanti. Si parla di dieci punti di vantaggio...
di Francesco Ghidetti
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