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Politica

BERLUSCONI A 'PORTA A PORTA'

"Pare che io sia indispensabile
L'Udc rinunci al simbolo"
Ma Casini dice 'no' all'annessione

Il leader del Partito delle libertà si sbilancia nel programma di Vespa: "C'è bisogno di un cambio di governo e di un partito che metta insieme tutti i moderati che non si riconoscono nella sinistra".  E annuncia che il 'listone' sarà in campo anche per le amministrative Commenta

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Silvio Berlusconi Roma, 12 febbraio 2008 - "Sarebbe molto saggio" non candidarsi a palazzo Chigi. Silvio Berlusconi intervenendo a 'Porta a porta' premette di non essere entusiasta per il fatto di presentarsi per la quinta volta come candidato premier.

Il Cavaliere aggiunge, però, che c'è "bisogno di un cambio di governo" e di un partito che metta insieme "tutti i moderati" che non riconoscono nella sinistra. "Pare che Silvio Berlusconi sia indispensabile, sono sicuro di farcela, questo governo ha scontentato tutti, tutti i sondaggi ci danno ampiamente in testa", conclude il leader azzurro.

 

Inizialmente mostra un pò di ritrosia nell'avvicinarsi alla stessa scrivania del 2001, quella dove stipulò il contratto con gli italiani. Poi però Silvio Berlusconi rompe gli indugi e 'comincia' la sua quinta campagna elettorale verso palazzo Chigi. Le promesse: detassare gli stipendi per i dipendenti, intervenendo anche su tredicesima e quattordicesima, abolizione dell'Ici già nel primo Cdm, piano edilizio per i giovani, ritorno allo scalone, riduzione del costo dello Stato, via libera al ponte sullo stretto e alla Tav, lista dei ministri prima del voto.

 

Si voterà con l'Election day, il Cavaliere ha dato l'assenso. E il Pdl si presenterà anche alle prossime amministrative. Senza Storace, forse con dentro Dini e Mastella ("La trattativa è in via di definizione") e per il momento niente Udc. Le parti sembrano lontanissime e difficilmente ci sarà una ricomposizione. Il leader azzurro spiega che ci sono emissari al lavoro, ma dal quartier generale di Via Due Macelli si nega qualsiasi lavoro sotto traccia. E quindi per il momento non hanno conferma le voci secondo le quali l'Udc avrebbe chiesto al Cavaliere la riconferma dei 20 senatori, nè l'eventualità di una federazione tra il Pdl e il partito centrista solo al sud.

 

Casini ha spiegato di voler tenere il simbolo, "ma perchè l'Udc - è stata la risposta di Berlusconi - deve essere legato ad un simbolo che non ha storia?". Ma il leader dell'Udc non ci sta: ''Non ci si può chiedere di annetterci. Sarebbe poco dignitoso: un polo liberale non può nascere con richieste di annessione''.

 

Dunque l'ex presidente del Consiglio insiste. "Gli elettori non vogliono divisioni né personalismi, si va verso un unico movimento e la ripartizione dei seggi avverrà tramite sondaggi", scandisce a 'Porta a porta'. Berlusconi difende poi l'operato del governo del centrodestra (anche "il condono è stato positivo" perchè "ha allargato la base imponibile") e critica l'esecutivo di Romano Prodi, anche nel suo modo di portare avanti la lotta all'evasione in quanto - osserva - "ha spaventato i consumi".

 

Il leader azzurro dunque si dice pronto a ritornare al governo. Solo una cosa lo spaventa: recuperare l'immagine dell'Italia all'estero. "De Gennaro - osserva parlando della situazione a Napoli - ci ha fatto una relazione. C'è più di una tonnellata di rifiuti ancora da smaltire. Sarà la prima emergenza da affrontare...".

 

 

PRODI CADUTO GRAZIE A ME

''E' grazie al mio lavoro sui tanti senatori che non si riconoscevano più nella sinistra che è caduto il governo Prodi e che andiamo verso il voto e questa scelta di libertà'', continua l'ex premier rivendicando la fine dell'esecutivo. ''Di fronte a tanti scettici sulla possibilità di far cadere questo governo e andare alle elezioni - sottolinea Berlusconi - vale la pena dire che tutte le cose che io proponevo hanno avuto successo: del resto vorrei ricordare che otto milioni di persone ai gazebo hanno chiesto di andare al voto e di andarci uniti''.

 

NO A LISTA DI FERRARA

Il leader del Pdl Silvio Berlusconi si dice "contrario" all'ipotesi lanciata oggi da Giuliano Ferrara di entrare in campagna elettorale con una lista 'pro life'. Il Cavaliere ha infatti detto di aver sconsigliato il direttore del Foglio.
"Questo non è un problema da inserire in una campagna elettorale.
Sta alle coscienze". 

 

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