Roma, 15 febbraio 2008 - Lite furibonda a distanza tra Giuliano Ferrara e Marco Pannella dopo un mancato confronto tv sull'aborto. È stato il forfait di Ferrara a 'Unomattinà a far 'esplodere' il leader radicale.
In diretta, dopo aver appreso che Ferrara non sarebbe stato nello studio, Pannella ha urlato più volte "è una vergogna", "voglio il confronto con Giuliano, ne sentivo già l'odore, datemelo..." e giù con le critiche alla Rai per il mancato confronto e contro chi critica la 194 ricordando le tante battaglie solitarie dei Radicali contro gli aborti clandestini e a favore dell'autodeterminazione della donna.
Gli risponde a stretto giro di posta Giuliano Ferrara: "Caro Pannella - scrive - questa mattina hai fatto una tremenda scenataccia in tv, a Raiuno, perchè non ho accettato di discutere con te di aborto. Hai dato scandalo perchè pensavi che io rifutassi di parlare con te della questione decisiva che ci divide aspramente. Ma non è così, e te lo spiego". In realtà, spiega Ferrara, "io non discuterò della vita umana, come se fosse un'opinione, con alcun candidato in tv. La tv è antiveritativa".
Ferrara propone poi un dibattito pubblico con Pannella in un teatro, "A Milano, per esempio. La settimana prossima, se lo vuoi". E incassa il sostegno di Franco Zeffirelli: "Lo voterò alle imminenti elezioni politiche - dichiara il regista - e nei limiti del possibile lo sosterrò anche pubblicamente perchè rappresenta una grande novità, che non piace alla politica tradizionale e a chi tollera l'aborto e il divorzio camuffandosi per cattolico".
Intanto, il ministro della Salute Livia Turco annuncia un'intesa Stato-Regioni perchè ci sia "in ogni distretto sanitario almeno un medico non obiettore di coscienza sull'aborto, per garantire la continuità assistenziale, e la contraccezione d'emergenza anche nei pronto soccorso", ribadendo con chiarezza che "il Pd ha un punto inequivoco e immodificabile: la difesa e la piena applicazione della 194, non c'è libertà di coscienza che tenga". Mentre la Chiesa, attacca la Turco, è "poco amorevole nei confronti della vita di tutti i giorni delle persone".
Interviene anche il leader Udc Pierferdinando Casini, secondo cui la legge 194 "non va modificata, perchè rappresenta il massimo punto di equilibrio e compromesso possibile", tuttavia "va applicata in tutte le sue parti". E scende in campo l'Avvenire, all'indomani delle manifestazioni delle donne per protestare contro il blitz di Napoli (su cui il Garante della Privacy ha appena disposto accertamenti), denunciando in un editoriale "dichiarazioni al limite dell'isteria e una campagna mediatica con punte di violenza verbale da lasciare senza fiato", col risultato di "esacerbare gli animi e convincere anche un piccolo gruppo di donne scese in piazza ieri a Roma che fosse una buona idea dare addosso alla polizia schierata per controllarle".
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