Silvio Berlusconi racconta quanto successe sei anni fa: "Mi sono battuto perchè restasse in tv". Immediata la replica di Bice e Paola Biagi: "Siamo indignate, la moralità di nostro padre non si può discutere" Commenta
Roma, 15 febbraio 2008 - "Mi sono battuto perchè Biagi restasse in tv, ma alla fine prevalse il suo desiderio di poter essere liquidato con un compenso molto alto". Silvio Berlusconi commenta così il cosiddetto 'editto bulgaro' di sei anni fa nel corso di Tv7.
"Mai detto che Biagi dovesse andare via. A imprenditori italiani dissi che non era giusto utilizzare la tv in modo criminoso. Caddi in un'ingenuità". È quanto ha spiegato Silvio Berlusconi tornando con la mente alle parole pronunciate su Biagi in Bulgaria. "Sono contro l'uso indebito della televisione, non è giusto che ci siano tramissione senza contraddittorio, non era mia intenzione mandare via Biagi o Santoro, ma penso che occorre usare la tv in modo corretto", ha concluso l'ex premier.
Alla domanda del direttore del Tg1 Gianni Riotta, a proposito del conflitto d'interessi, il leader di Fi ha detto: ''C'è una legge sul conflitto d'interessi. Una legge che la sinistra non ha mai toccato perché evidentemente la considerano adeguata''. Il Cavaliere ha quindi attaccato sostenendo che ''il vero conflitto d'interessi è quello delle giunte rosse con le cooperative rosse''.
LA REPLICA DELLE FIGLIE
Una ''ignominia'', una ''falsità" contraddetta da carte che possono documentare tutto: così Bice e Paola Biagi, le figlie di Enzo, che si dicono ''letteralmente indignate'' dalle parole di Silvio Berlusconi, rispondono al leader del Pdl secondo cui Enzo Biagi avrebbe lasciato la Rai per ottenere una elevata liquidazione.
''La moralità di nostro padre non si può discutere - dicono all'unisono Bice e Paola - è documentata. E' stato un partigiano che ha avuto la schiena dritta dal '45, e non solo con il signor Berlusconi, e per questo ha pagato. Berlusconi deve farla finita, deve stare zitto e non strumentalizzare un morto che non puo' rispondere per la sua campagna elettorale''.
Le due figlie di Biagi, che proprio stasera festeggiano i vent'anni di due loro nipoti, (''e a tutto pensiamo - dicono - tranne che a Berlusconi, grazie a Dio''), aggiungono poi di voler ''seguire il consiglio del presidente Napolitano, che era amico di nostro padre, e che invita a smorzare i toni. Continueremo con la stessa discrezione che abbiamo avuto finora ma Berlusconi deve smetterla di dire falsità. Piuttosto dovrebbe istruirsi un po' e leggere per esempio 'Le mie prigioni' così da capire che ad attaccare un morto si fa un danno soprattutto a se stessi''.
Proprio Paola in queste settimane sta curando il carteggio del padre: ''quando sarà pubblico - conclude - si vedrà chi ha ragione e chi si è sempre comportato con dignita' e moralita'''.
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