Roma, 17 febbraio 2008 - 'Il dialogo con l'Udc da questo momento in poi è nelle cose. Ed è perfino ovvio': con queste parole Marco Follini ha accolto la frattura tra Casini e il Pdl. In un'intervista alla Repubblica, il dirigente del Partito democratico spiega che 'la rottura è stata molto voluta da Berlusconi e all'apparenza un pò meno dall'Udc. E tuttavia è proprio della politica trasformare la necessità di oggi nella virtù di domani. E scommetto anch'io che sia l'inizio di un percorso virtuoso'.
Anche alla luce degli ultimi sviluppi politici, dunque, Follini ritiene che la vittoria del Pd nelle prossime consultazioni 'non è una missione impossibile. Oggi è ancora più realistica'. E al giornalista che gli fa notare la diaspora degli esponenti centristi (Tabacci e Casini con formazioni proprie e Follini stesso nel Pd), risponde che 'tutti noi che ci proclamiamo uomini di centro, vale per Tabacci, Casini ma vale anche per me, abbiamo pagato lo scotto di polemiche, qualche volta piccine, sovrapposizioni tra di noi, che non ci hanno aiutato'.
'Gli uomini di centro, ovunque si trovino, qualunque sia la casacca che indossano, devono essere capaci di declinare al futuro la loro posizione', aggiunge l'esponente del Pd.
Il 'battesimo' della Sinistra Arcobaleno in vista delle elezioni: Prc, Pdci, Verdi e Sd tutti uniti senza il simbolo storico della sinistra SONDAGGIO Ti piace?