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Politica

VERSO LE ELEZIONI

Parte il pullman di Veltroni
"Vogliamo unire l'Italia"

Prima di iniziare il lungo tour il leader del Pd ha visitato al Celio il minlitare ferito in Afghanistan: "I nostri ragazzi sono là per la pace" Commenta

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il pullman di veltroni con lo slogan 'si può fare' Roma, 17 febbraio 2008 - "Forza Walter", incitano due ciclisti che passano veloci davanti al Circo Massimo. E poi ci sono i corridori che fanno jogging a San Giovanni che incrociano le dita disegnando la 'W' di Walter e ancora gli automobilisti che lungo la A24 suonano i clacson quando vedono i due pullman verdi diretti verso Pescara. C'è anche una signora che sventola un fazzoletto dal finestrino in segno di saluto. La campagna elettorale del leader del Pd è partita.


Verso le 11 è previsto il primo comizio a Pescara, a piazza Salotto. Ma prima di salire sul bus stamattina e dare così avvio ufficiale al tour elettorale Veltroni ha fatto visita al militare ferito in Afghanistan Enrico Mercuri, ricoverato all'ospedale del Celio.


"I nostri ragazi sono lì -ha detto Veltroni- perchè sentono di avere motivazioni grandi: pace, solidarietà, umanità. Sono elementi importanti sia del loro lavoro in quel paese, sia più in generale, di un'idea di un mondo che non lascia chi soffre in condizioni di abbandono, ma offre a chi ne ha bisogno aiuto e sostegno".

 

SCARAMANZIA

"Ho deciso di iniziare dalla vostra città per ragioni scaramantiche, perchè ogni volta che sono venuto qui, poi abbiamo vinto le elezioni", spiega il segretario del Pd.
"Un viaggio unico e incredibile - lo definisce Veltroni - perchè dovremo percorrere 12mila chilometri: è la prima volta che un pazzo - autoironizza il Segretario - fa una cosa del genere. Ma mi sono impegnato a fare tutte e 110 le province e a vedere oggi la cartina vi confesso mi è venuta un pò di preoccupazione".

Ma Veltroni non rinuncia: "Certo, si può andare in televisione ed in campagna elettorale è doveroso. Ma non c'è nulla di più bello del rapporto diretto con le persone".  Quindi, una promessa: "Noi non urleremo, basta con il linguaggio dei 15 anni passati caratterizzato da parole di odio, dall'uso di nomi e cognomi per inveire contro. Noi no. Noi non lo faremo. Non mi importa se ci sarà qualche entusiasmo in meno a causa di questo. Perchè con l'entusiasmo della demonizzazione l'Italia non cresce e noi abbiamo voltato pagina"


PD VUOLE UNIRE L'ITALIA, DIVISA ANDRA' A PEZZI

 "Se continuiamo a dividere tutti, imprenditori contro lavoratori, Nord contro Sud, giovani contro vecchi e se continuiamo ciascuno a difendere il proprio privilegio il Paese andrà a pezzi. Oggi noi volgiamo riunire l'Italia", ha  ha detto Veltroni.
"A forza di seminare cattivi sentimenti, egoismo, agonismo, a forza di cancellare lo spirito solidale, in Occidente la società ha perso il senso di sé - ha detto Veltroni - c'è più infelicità e paura che speranza".

 

PDL SPOSTATO A DESTRA

 Lo ripete ormai da giorni e anche oggi Walter Veltroni insiste nel constatare che, dopo la rottura con l'Udc, il Pdl si è spostato a destra. Dal palco del comizio di Pescara, giudica come «coraggiosa» la scelta di Casini, che si è «tirato fuori» dal Pdl, e via via lo hanno fatto «altre forze», determinando uno «spostamento a destra. Questa è la novità politica, non la commento, mi limito a registrarla».

Ma Veltroni, ironicamente, si chiede anche come «in sede europea, nel PPE, si farà a dire che si è chiuso con un partito che storicamente fa parte di quella famiglia», riferendosi appunto alla fuoriuscita dell'Udc dall'alleanza tra Fi e An.

 

FISCO PUO' CALARE TAGLIANDO SPRECHI

"Il fisco può calare, riducendo la spesa pubblica è possibile farlo, ma non la spesa sociale piuttosto le sacche di inefficienza delle istituzioni e gli sprechi tra cui l'assurdo costo della politica italiana", sostiene  Veltroni, ribadendo uno dei punti del suo programma elettorale: "Non abbiamo bisogno di mille parlamentari con certi stipendi, serve una politica più sobria e più forte".

 

PROMESSE NON REALIZZATE

"Il leader dello schieramento a noi opposto si è seduto alla stessa scrivania, in un programma televisivo, davanti a cui si era già seduto 7 anni fa ed era visibile il suo imbarazzo perchè le cose promesse non le ha realizzate", attacca poi  Veltroni, come di consueto senza nominare mai Silvio Berlusconi, sottolinea come quella del Cavaliere non rappresenti una novità nella politica italiana.

 

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