Roma, 19 febbraio 2008 - "Senza il consenso degli iscritti non posso fare nulla". Lo ha detto Gianfranco Fini nel corso di 'Radio anch'iò spiegando che come presidente di Alleanza nazionale seguirà le decisioni del congresso previsto per l'autunno in merito allo scioglimento del partito e alla confluenza nel Pdl: "In autunno ci sarà il congresso -ha detto- e lì si verificherà se ci sono le condizioni per un nuovo soggetto politico con Forza Italia e altri».
L'ex vicepremier ha ribadito che, rispetto all'annuncio di piazza San Babila da parte di Berlusconi "oggi la condizione è diversa, perchè Berlusconi mi ha chiesto di contribuire a creare insieme un nuovo partito, e questo è diverso dal confluire in un partito già deciso".
Gianfranco Fini spiega poi di essere un socio fondatore del Pdl. Il leader di An, parlando a 'Radio anch'iò, ripete che rispetto alla cosiddetta 'svoltà del predellinò è cambiato tutto. "Qui non c'è assolutamente una confluenza", nota Fini, si sta discutendo insieme a Berlusconi di "regole e programmi", non c'è stata affatto una annessione. "Non richiamerei affatto l'esperienza dell'alleanza con Segni, quello fu un tentativo di accordo elettorale che non fu compreso", sostiene il leader di An.
"Io sono convintamente repubblicano, non mi interessano le eredità o le dinastie", dice l'ex ministro degli Esteri a chi gli ricorda che dopo Berlusconi la sua strada verso una candidatura a palazzo Chigi sarà spianata. «L'Italia - si limita ad osservare Fini - ha bisogno di un unico grande partito del centrodestra». Fini, dunque, guarda avanti e dice addio «ai simboli gloriosi ma del secolo scorso».
E se un militante di An, dopo la confluenza del partito di via della Scrofa nel Pdl di Berlusconi, votasse Udc? Sarebbe "un elettore confuso e non un elettore di destra". Cosi' il leader di An, Gianfranco Fini, ospite di Radio anch'io, rispondendo all'e-mail di un ascoltatore che annuncia di abbandonare An per votare il partito di Pier Ferdinando Casini.
"Rivedremo le norme più permissive della legge Gozzini. Ci sono benefici inspiegabili", afferma Fini, intervistato a 'Radio anch'io'. Il leader di An inoltre torna sulla sua proposta di usare la castrazione chimica per fermare i pedofili: "E' una terapia scientifica, non è sufficiente parlare soltanto di aumento della pena come ho sentito dire a Veltroni", perchè "la pedofilia è una malattia e uno dei reati più turpi e infami".
Nelle prossime competizioni elettorali il panorama degli schieramenti è quantomai vario: oltre ai 'big' Veltroni e Berlusconi, infatti, si contano ben altri sei aspiranti: Turigliatto, Bertinotti, Casini, Mastella, Tabacci e, unica donna, Daniela Santanché