La giovane vice presidente della Camera di An, indicata come una possibile outsider contro Rutelli, sembra non abbia mostrato particolare apprezzamento nel veder speso il suo nome per una corsa a ostacoli dagli esiti incerti
Roma, 20 febbraio 2008 - LA CANDIDATURA di Giuliano Ferrara a sindaco di Roma non è ancora tramontata. Il giornalista chiede l’apparentamento alle politiche della sua lista pro-life con il Pdl come condizione per accettare di correre per il Campidoglio. Silvio Berlusconi aveva risposto picche ma nella tarda serata di ieri, dopo un colloquio con Fini, circolava l’ipotesi che il Cavaliere fosse disposto ad accettare l’ipotesi dell’apparentamento solo a Roma e in Lombardia al Senato. La discesa in campo del direttore del Foglio ha reso comunque più complicata l’investitura a di un candidato da schierare contro Francesco Rutelli.
Giorgia Meloni, la giovane vice presidente della Camera di An, indicata da più parti come una possibile outsider contro Rutelli, sembra non abbia mostrato particolare apprezzamento nel veder speso il suo nome per una corsa a ostacoli dagli esiti incerti e, comunque, difficilmente positivi per lei. Giovane lo è, Giorgia Meloni, con i suoi 31 anni, ma l’idea di essere ‘bruciata’ sull’altare della corsa al Campidoglio non le è piaciuta: «Mi lusinga, è una cosa che mi fa onore, ma non sono stata ancora contattata e bisogna vedere che cosa ne penso io. E’ chiaro che prima dovrò parlarne con Fini». Ci sarà ancora da aspettare, dunque per il finale di questa partita, nonostante ieri fosse data per certa la scelta. «Non c’è ancora nulla di definitivo — chiarisce Gianni Alemanno — fino a quando non sarà chiarita la situazione tra la lista di Ferrara e il Pdl».
NUBI anche nella coalizione di centrosinistra. C’è, infatti, chi non si sente affatto rappresentato da Rutelli. E così, spontaneamente, un gruppo di simpatizzanti vicini alla Sinistra Arcobaleno ha chiesto a Sandro Medici, presidente del X Municipio e figura storica della sinistra romana, di candidarsi a primo cittadino. «I generali — ha spiegato Medici — hanno deciso la candidatura di Rutelli, ma non è detto che la ‘fanteria’ sia d’accordo: sto vivendo un momento di malessere e disagio». Giusto, quindi, dire che la partita per Roma potrebbe presentare più di una sorpresa. Quelle che, invece, sembra che Rutelli non si aspetti affatto, anzi. Ieri, brindando al «nuovo che sarà», l’attuale ministro della Cultura ha inaugurato la sede del suo comitato. Nonostante la divisione a livello nazionale, Rutelli ha aperto a comunisti e verdi: «Con loro abbiamo una larghissima prevalenza di cose che ci uniscono».
e. g. p.
Nelle prossime competizioni elettorali il panorama degli schieramenti è quantomai vario: oltre ai 'big' Veltroni e Berlusconi, infatti, si contano ben altri sei aspiranti: Turigliatto, Bertinotti, Casini, Mastella, Tabacci e, unica donna, Daniela Santanché