Roma, 20 febbraio 2008 - "I criteri di selezione della classe dirigente del Pd fanno riferimento all'età e non all'intelligenza. Lo ritengo un insulto, quindi non vedo più le condizioni per parteciparvi". Ciriaco De Mita riferisce ai giornalisti il suo intervento al coordinamento nazionale del partito in cui ha annunciato di lasciare il progetto. "Io nell'applicazione dello statuto sono vittima dell'età. Mi ribello e vi lascio", dice De Mita che aggiunge di aver parlato brevemente: "Il mio intervento è durato 27 secondi. Ho spiegato che la mia partecipazione alla costruzione del Pd è stata sempre accompagnata da preoccupazioni e dubbi".
VELTRONI
"Sono dispiaciuto, ma credo che 40 anni nel Parlamento italiano e cinque al Parlamento europeo siano un'esperienza sufficiente". Walter Veltroni, secondo quanto riferiscono i partecipanti al coordinamento nazionale, ha commentato così l'addio dello storico dirigente democristiano al Pd, annunciato stamattina all'apertura della riunione. "Era il momento di dare un segnale di rinnovamento. Anche in Campania ci chiedono di cambiare", ha aggiunto Veltroni, secondo il quale comunque "non si esce da un partito se non si è in lista".
Sul tema dell'alleanza con i Radicali e, secondo quanto si apprende, avrebbe sottolineato che "non c'è molto tempo per decidere, non bisogna allungare i tempi delle decisioni perché la campagna elettorale è cominciata e si deve dire con chiarezza chi c'è e chi non c'è". Il candidato premier del Pd ha ribadito inoltre che "non ci saranno altri apparentamenti" e che i Radicali potranno entrare nelle liste "solo se accettano il nostro programma".
Nelle prossime competizioni elettorali il panorama degli schieramenti è quantomai vario: oltre ai 'big' Veltroni e Berlusconi, infatti, si contano ben altri sei aspiranti: Turigliatto, Bertinotti, Casini, Mastella, Tabacci e, unica donna, Daniela Santanché