Il leader del PdL a Matrix apre alle larghe intese in caso di pareggio col Pd su Casini afferma: "Pigliando una scusa ci disse di voler mantenere il marchio, oggi per avere De Mita, cambia simbolo e anche nome" Commenta
Ma poi il leader del Pdl aggiunge: "Se invece il risultato dovesse essere vicino a quello di due anni fa, così come noi offrimmo alla sinistra quella possibilità" di grossa coalizione "non avremmo nessuna esitazione a farlo questa volta, sebbene avessimo noi la maggioranza". A Mentana che insiste nel chiedergli se per lui sarebbe preferibile allearsi con il Partito democratico o con l'Udc di Casini, Berlusconi si limita a dire: "Penso che il Paese abbia bisogno di una vasta convergenza".
REATI
"Chi è autore di reati non deve essere messo in lista". Lo ha detto il leader del Pdl. L'ex premier ha però sottolineato che sono necessari dei distinguo rispetto a personaggi che con lui collaborano da tempo.
"Io e Bondi - ha affermato - conosciamo bene le persone che hanno lavorato con noi". A Mentana che gli chiede se quindi sarebbe accettabile dal suo punto di vista una candidatura di un personaggio come Adriano Sofri, Berlusconi risponde: "Io sono garantista sul serio. Penso non sia giusto anticipare una pena prima di una sentenza definitiva. Il caso di Sofri - ha aggiunto - è piuttosto di opportunità politica, ma il principio resta quello".
LISTE
"Dini si presenterà nelle nostre liste come liberaldemocratico, la presenza di Mastella non è invece prevista". Lo ha detto Berlusconi, durante la registrazione della puntata di 'Matrix'. Berlusconi ha spiegato di "sentire riconoscenza nei confronti di Mastella perché ha fatto detonare l'implosione del centrosinistra che ci sarebbe stato con la mozione di sfiducia a Pecoraro Scanio. Mastella ha anticipato tutto di un giorno".
CASINI
Berlusconi è convinto che la decisione dell'Udc di non entrare nel Pdl fosse presa da tempo e che quella di dover difendere il simbolo fosse solo una "scusa". Durante la trasmissione 'Matrix', l'ex premier ha infatti sottolineato che Casini "pigliando una scusa ci disse di voler mantenere il marchio, mentre oggi per avere De Mita, cambia simbolo e anche nome e si chiama Centro democratico".
Secondo Berlusconi "questo dimostra che quella di Casini era una scusa". Poi sottolinea come la rottura con l'Udc si verificò di venerdì "e lunedì Roma era già piena di manifesti per Casini premier". "Quindi la sua decisione - ha sottolineato - era presa da tempo".
QUIRINALE
"Non è un palazzo verso cui ho ambizioni di sorta". Risponde così Berlusconi, alla domanda che gli viene posta da Enrico Mentanasu una sua aspirazione a fare il presidente della Repubblica e a risiedere al Quirinale.
LETTA
Gianni Letta non sarà candidato alle prossime elezioni politiche per il Pdl ma continuerà a svolgere la sua funzione di "uomo di Stato" e braccio destro del Cavaliere. Con una battuta, Berlusconi ha osservato che "se dovessi pensare a un delfino sarebbe certamente Letta ma siamo tutti e due un po' avanti negli anni...". Per quanto, ha aggiunto il Cavaliere, "il Pd presenti come giovane chi sta in politica da 45 anni, mentre noi almeno politicamente siamo giovani".
DUELLI TV
Berlusconi considera "impossibile" che ci possano essere i confronti tv tra i candidati premier, compreso quello tra lui e Walter Veltroni. Durante la trasmissione 'Matrix', il Cavaliere spiega infatti: "Penso sia impossibile mettere assieme, se i leader saranno otto, sessantaquattro scontri televisivi".
LA RISPOSTA DI CASINI
Il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, propone a Berlusconi "un dibattito televisivo" per chiarire "a tutti gli italiani" le vicende degli ultimi 14 anni. "Berlusconi dopo 14 anni - afferma Casini in una nota - ha gettato la maschera, dimostrando che il suo rapporto con gli elettori e gli alleati risponde solo ad una logica padronale".
"Dal 1994 in poi - prosegue Casini - mentre molti degli attuali alleati di Berlusconi organizzavano ribaltoni, ho corrisposto sempre fedelmente agli impegni assunti con i miei elettori. Non è bastato perchè l'on. Berlusconi pretende dagli alleati un servilismo che sono orgoglioso di non avere mai avuto". "Sono certo - conclude - che accetterà un dibattito televisivo perchè queste cose e molte altre siano chiarite a tutti gli italiani".
PARTITO DEMOCRATICO
Il professor Umberto Veronesi sarà capolista del Pd per il Senato in Lombardia. Lo ha annunciato Walter Veltroni, nel corso della registrazione della puntata di Tv7 del Tg1 che andrà in onda questa sera alle 23 su RaiUno.
Nelle prossime competizioni elettorali il panorama degli schieramenti è quantomai vario: oltre ai 'big' Veltroni e Berlusconi, infatti, si contano ben altri sei aspiranti: Turigliatto, Bertinotti, Casini, Mastella, Tabacci e, unica donna, Daniela Santanché