Il leader dell'Udc: "Il Pd e il Pdl non sono due partiti omogenei, sono solo due grandi coalizioni mascherate da partito" Commenta
Roma, 1 marzo 2007 - Il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, attacca il "duopolio" del Popolo della libertà e del Partito democratico che definisce "un grande bluff" perché "il Pd e il Pdl non sono due partiti omogenei, sono solo due grandi coalizioni mascherate da partito".
Parlando dal palco dell'Auditorium di Santa Cecilia in occasione della presentazione della sua candidatura alla presidenza del Consiglio, Casini osserva: "Ci hanno raccontato che bisognava semplificare la politica e rinunciare alle coalizioni Brancaleone costruite solo per vincere contro l'avversario, sposando il diavolo con l'acqua santa, pur di prendere un solo voto in più. Sono nati così il Pd e il Pdl" ma "nel Pdl c'è di tutto un po': Mussolini e Rotondi, Capezzone e Giovanardi, Bossi e Alemanno. Stessa cosa nel Pd, Bonino e Binetti, Amato e Di Pietro".
Secondo Casini "dopo il voto le contraddizioni presenti al loro interno esploderanno e di nuovo l'Italia, così ingannata, si troverà di fronte agli stessi problemi di instabilità e di impotenza". Quindi, il leader dell'Udc afferma: "Capisco che possa spiacere a Veltroni e Berlusconi ma in queste elezioni l'unica forza davvero omogenea è il Centro. Siamo noi l'unica garanzia di stabilità e di equilibrio. Dunque, per coerenza, si dovrebbe dire che l'unico voto davvero utile a governare bene l'Italia è quello dato a noi".
Nelle prossime competizioni elettorali il panorama degli schieramenti è quantomai vario: oltre ai 'big' Veltroni e Berlusconi, infatti, si contano ben altri sei aspiranti: Turigliatto, Bertinotti, Casini, Mastella, Tabacci e, unica donna, Daniela Santanché