Venezia, 8 marzo 2008 - Quello che serve all'Italia è iniziare un nuovo ciclo, non semplicemente vincere un'elezione. Mentre il centrodestra punterebbe semplicemente a proseguire l'esperienza degli ultimi 15 anni. Ne è convinto il candidato premier del Pd Walter Veltroni, che questa mattina da Porto Marghera è tornato a ribadire la necessità di imprimere una vera e propria svolta alla politica italiana: "Ci vorranno determinazione, voglia e tempo - ha detto Veltroni parlando ai lavoratori portuali - cosa che i nostri avversari non hanno. Non hanno determinazione perché hanno già avuto sette anni di governo, non hanno voglia perché non c'è ambizione a cambiare il Paese, ma solo a vincere le elezioni, e non hanno tempo, perché lo stesso candidato ha ammesso che non si ricandiderà una sesta volta".
Questo, per il leader del Pd, equivale ad ammettere che "non vogliono cambiare il Paese, aprire un ciclo, ingaggiare una battaglia", tutte cose che invece il Pd è pronto a fare. "Le radici del Pd sono dove la gente lavora, fatica e produce e in questo viaggio - ha proseguito Veltroni - ho la possibilità di parlare con la gente che lavora, con un grande Paese che lavora spesso in condizioni difficili per il sistema politico e istituzionale barocco, per le insopportabili lentezze contro cui le amministrazioni locali si sono battute".
REPLICA A DISTANZA A BERLUSCONI
Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini fanno "discorsi da '800, discorsi di persone fuori dal tempo. Che sta succedendo nella destra? La riscoperta di linguaggi di un altro secolo". Così il candidato premier del Pd, Walter Veltroni, parlando ad un teatro a Mestre, commenta le parole dei due leader del Pdl pronunciate da Milano dove hanno presentato il programma e le candidature del Popolo delle Libertà.
"Pare - dice Veltroni - che il principale leader dello schieramento a noi avverso abbia esposto la seguente tesi: 'Il Parlamento non è ancora pronto ad avere il 50% di donnè. Le liste del Pd - rivendica Veltroni - sono fatte per il 46% di donne". Poi, aggiunge: "Ieri hanno detto che gli Stati Uniti non sono pronti per avere un presidente nero. Oggi scopriamo che l'Italia non è pronta ad avere una rappresentanza paritaria di uomini e donne in Parlamento. Ma - chiede Veltroni - dove andremo a finire? La verità non è che l'Italia non è pronta, sono loro a non essere pronti. Questi sono discorsi di persone fuori dal tempo".
Veltroni elenca: "Il presidente no, no alle donne in Parlamento, la partecipazione statale su Alitalia, poi smentita, l'idea di reintrodurre i dazi... che sta succedendo nella destra?". La verità è che "l'Italia ha bisogno di più liberalizzazioni, non di meno liberalizzazioni. Ha bisogno di muoversi, no di orpelli, non di un programma palingenetico. Tornano nuovamente dopo 14 anni, e dicono oplà, siamo di nuovo qui, con lo stesso programma, le stesse paure, lo stesso ministro dell'Economia che già si dovette dimettere, perchè proprio An, che fa parte del Pdl, non lo voleva più".
Insomma, il Pdl è mosso solo da una «incontinenza elettorale insopprimibile».
"Noi non stracciamo i programmi degli altri. Noi ne abbiamo rispetto". Walter Veltroni risponde così al gesto teatrale di Silvio Berlusconi che oggi, aprendo la campagna elettorale del Pdl a Milano, ha metaforicamente stracciato il programma del Pd. Un gesto che "fa tristezza", ma di cui Veltroni dice di non meravigliarsi: in ogni caso, sostiene, è peggio quando "si stracciano i propri programmi, si governa e non si fanno le cose promesse".
"Non mi meraviglio perché questa è la storia di questi 15 anni", dice Veltroni tra gli applausi, ribadendo: "non ne ho né per oggi né per domani... più continueranno con questi toni...", assicura il leader del Pd. "Chi sta in quello schieramento altro non può e non vuole fare che continuare in quella storia. Noi non stracciamo i programmi degli altri, noi ne abbiamo rispetto". "Finché si stracciano i programmi degli altri è una cosa che fa tristezza, ma la cosa peggiore è quando si stracciano i propri programmi, si governa e - conclude Veltroni - non si fanno le cose promesse".
Nelle prossime competizioni elettorali il panorama degli schieramenti è quantomai vario: oltre ai 'big' Veltroni e Berlusconi, infatti, si contano ben altri sei aspiranti: Turigliatto, Bertinotti, Casini, Mastella, Tabacci e, unica donna, Daniela Santanché