Parma, 14 marzo 2008 - Il tribunale di Parma, dopo aver sentito questa mattina le parti, ha deciso di rinviare l'udienza del processo Parmalat al 6 maggio. Un'altra udienza è già fissata il 13 giugno. Questo si è reso necessario, secondo il presidente del collegio dei giudici, Eleonora Fiengo, per "meditare adeguatamente" dal momento che le richieste della difesa dei 65 imputati (di riunificare i filoni del processo) e quelle della Procura (di procedere separatamente), necessitano di un "ulteriore approfondimento". Il procuratore capo Gerardo Laguardia si è detto contrariato per l'allungamento dei tempi.
Il processo serve ad accertare le responsabilità del crac Parmalat, una voragine di 14 miliardi di euro che ha danneggiato 200mila risparmiatori.
L'accusa è rappresentata dal procuratore capo Gerardo Laguardia e dai pm Lucia Russo, Vincenzo Picciotti e Paola Reggiani. Sono in tutto 56 gli imputati per 62 casi d'accusa. Tra gli eccellenti, oltre a Tanzi, l'ex direttore finanziario Fausto Tonna, Domenico Barili, Luciano Silingardi, giovanni Tanzi per il filone Parmalat. Giampiero Fiorani per il filone Parmatour; Matteo Arpe e Cesare Geronzi per il filone relativo alle acque Ciappazzi.
Fuori dal processo quanto hanno già patteggiato, ovvero i figli di Tanzi, Stefano e Francesca, Franco Gorreri ex tesoriere, Luciano Del Soldato, ultimo direttore finanziario; Angelo Ugolotti, prestanome della Parmalat; Paola Visconti, nipote di Calisto e Claudio Pessina, ex contabile.
Nelle prossime competizioni elettorali il panorama degli schieramenti è quantomai vario: oltre ai 'big' Veltroni e Berlusconi, infatti, si contano ben altri sei aspiranti: Turigliatto, Bertinotti, Casini, Mastella, Tabacci e, unica donna, Daniela Santanché