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Stipendi d'oro ai superburocrati:
è la 'maxi-casta' che supera i politici

Manager e dirigenti pubblici guadagnano più dei politici e dei corrispettivi europei e americani. Le buste paga migliori ai vertici di Polizia, Eni, Banca d'Italia Commenta

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La Camera dei deputati ROMA, 25 MARZO 2008 - "MEGLIO una consulenza alle ferrovie che fare il presidente della Repubblica". La chiosa di Carlo D’Ippoliti (il govane ricercatore della Sapienza e della Luiss autore di uno studio sulle "retribuzioni eccellenti" di politici e grand commis d’Europa e Usa) sembra un paradosso, ma, a ben vedere, non lo è.


Se il Capo dello Stato ha un appannaggio da circa 218 mila euro l’anno, risulta che siano stati conferiti incarichi consulenziali nel Gruppo Fs nel corso del 2007 da 270 mila euro. Non basta. A dar conto con immediatezza di quella vera e propria giungla stratificata di indennità d’oro e stipendi pazzi emergente dalle buste paga di dirigenti e manager pubblici del Belpaese è anche un altro esempio: il Capo della Polizia guadagna più del triplo del ministro dell’Interno da cui dipende. Ma vediamo in dettaglio i risultati più eclatanti che vengono fuori dall’indagine di D’Ippoliti.

LA CASTA politica e la Casta dei «superburocrati». I compensi dei politici, come si è visto nella prima parte dello studio pubblicata il giorno di Pasqua, pur elevati e magari anche ingiustificati (almeno in molti casi) sono, però, allineati in sostanza con quelli dei colleghi Usa e dei principali Paesi europei.
Quelli degli alti funzionari e dirigenti della Pubblica amministrazione italiana, invece, fanno impallidire quasi sempre gli stipendi di analoghe figure operanti in altri Paesi europei e negli Stati Uniti.



LA STRUTTURA e l’articolazione di questo tipo di retribuzioni — osserva D’Ippoliti — sono «assolutamente irrazionali», dovute soprattutto ad accidenti storici e alla forza contrattuale delle diverse categorie e figure. Senza l’aggancio, dunque, a parametri che abbiano riferimenti certi e collegati con l’attività svolta. E, sotto questo profilo, l’irrazionalità del sistema si presenta sia nel confronto internazionale sia in quello interno.


Il nostro Capo della Polizia, per rimanere al caso citato, guadagna circa 650 mila euro l’anno a fronte dei 115 mila del collega americano, dei 148 mila di quello inglese e dei circa 91 mila di quello tedesco. E ancora. Lo stesso Capo della Polizia ha una retribuzione doppia rispetto a quella percepita da figure «simili» per responsabilità e funzioni: il Comandante generale dei Carabinieri percepisce, infatti, circa 380 mila euro, 390 mila quello della Guardia di Finanza, 360 mila quello della Forestale, 380 mila il Capo di Stato maggiore dell’esercito.


Un altro esempio di comparazione che balza agli occhi si riferisce al Governatore della Banca d’Italia. Il compenso del numero uno di via Nazionale, Mario Draghi, ammonta a circa 450 mila euro: il francese Noyer non supera i 142 mila, mentre il tedesco Weber raggiunge appena i 101 mila.



UN’ULTIMA chicca: il segretario generale della Camera si porta a casa uno stipendio di circa 485 mila euro l’anno. Più del doppio di quanto incassano il Presidente della Repubblica o il presidente del Consiglio, il triplo o quasi del presidente della Camera stessa.
Si comprende, allora, come sia stato complicato far passare anche solo una sforbiciata nell’approvazione dell’ultima Finanziaria.

DI Claudia Marin

 

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