Roma, 26 marzo 2008 - I soci del Consorzio Mozzarella di bufala campana dop in 100 giorni di crisi determinata dalle nuove analisi sul latte di allevatori di bufale casertani e napoletani ordinate dalla magistratura hanno perso più di 30 milioni di euro di fatturato.
L'indicazione viene dal presidente del Consorzio Franco Consalvo, che dice: "La bolla mediatica ha fatto sì che rispetto al fatturato del periodo corrispondente nel 2007, che ci ha visto incasssare circa 350 milioni di euro, in questi tre mesi abbiamo perso il 30-40%. Le nostre prima stime parlano di un incasso di meno di 70 milioni contro i 100 del primo trimestre dello scorso anno".
"Noi non possiamo parlare con il Giappone - aggiunge - se ne deve occupare il governo di chiarire che per quello che riguarda i nostri 65 soci e 66 fruitori del marchio ci sono solo prodotti senza diossina, come attestano le analisi da noi sempre e regolarmente fatte e confermate dagli istituti pubblici". Consalvo torna a ribadire che le nuove analisi ordinate dalla Procura di Napoli anche per campionamenti errati nel dicembre 2007 riguardano solo 8 realtà piccole di fruitori del marchio del Dop, che già non prelevano più latte dagli allevamenti il cui latte di bufala è sospetto.
"Attendiamo comunque l'esito delle analisi degli istituti zooprofilattici di Teramo e Brescia per ritirare eventualmente la possibilità di usufruire del marchio a chi avrà analisi positive per diossina fuori norma - spiega - ma ribadisco che i controlli riguardano partite di latte di dicembre scorso e allevatori che non conferiscono già più".
Il timore che le questione sia distorta e ingigantita negli aderenti al Consorzio è forte, anche perchè in Terra di Lavoro mozzarella - non solo dop - significa 20mila posti di lavoro. Il dop significa anche 35.600 tonnellate di mozzarella prodotta l'anno, di cui il 16% esportato in tutto il mondo, in particolare in Germania, Francia, Usa, Regno Unito e Giappone. In Italia c'è stata già una flessione dei consumi tra gennaio e febbraio stimata dal Consorzio del 35%; ma il calo è ancora più vistoso in questi ultimi 15 giorni, arrivando fino al 60% in alcune zone.
ALLEVATORI IN PIAZZA
Una manifestazione della Coldiretti del Lazio con allevatori, bufale e mozzarelle, a sostegno di un settore che sta affrontando un profondo stato di crisi, si svolgerà domani, dalle 14.00 a Roma, in Via R.Raimondi Garibaldi n. 7 (sede Regione Lazio), in concomitanza della riunione convocata dall'assessore regionale all'agricoltura per analizzare la grave crisi del comparto.
"Gli allevatori porteranno a Roma le bufale e distribuiranno le mozzarelle ai cittadini per chiedere di porre fine all'incertezza che alimenta le difficoltà di mercato con interventi per la completa rintracciabilità del prodotto a garanzia dei consumatori e dei produttori - si legge nella nota. - La manifestazione si svolge all'indomani della decisione del Giappone di sospendere le importazioni di mozzarella di bufala in via cautelativa che fa seguito al blocco dell'import deciso dalla Corea del Nord e alla scadenza del termine chiesta dalla Commissione Europea all'Italia per avere notizie sui casi limitati di contaminazione da diossina che si sono verificati in Campania".
IL GOVERNO: "ALLARME IMMOTIVATO"
Dopo la Corea il Giappone e l'Italia corre ai ripari, in soccorso della mozzarella di bufala, prodotto simbolo, la cui importazione è stata vietata dai due paesi asiatici. La decisione del governo giapponese è stata presa in via cautelare, in attesa di ricevere dall'Italia l'elenco delle aziende coinvolte sulle possibili contaminazioni da diossina. "Se ci verranno forniti i nomi delle aziende coinvolte - spiega Tokio - potremmo riaprire le importazioni di formaggi da parte delle altre case produttrici".
"Un allarme del tutto eccessivo e immotivato". Così il ministro degli esteri, Massimo D'Alema, commenta l'allarme sulla possibile presenza di diossina nella mozzarella di bufala campana. A margine di un convengo alla Luiss, D'Alema sottolinea che "la prima iniziativa che bisognerebbe prendere è quella di avere senso della misura".
"Sono stati effettuati controlli su 132 produttori - aggiunge - e solo in 9 sono state trovate tracce di diossina: del resto questo non è un problema specificamente campano e presenta una pericolosità per le persone molto limitata». Il ministro sottolinea che «il ministero della salute sta effettuando tutti i controlli per offrire le necessarie garanzie e cercare di porre fine a una ondata emotiva che rischia di creare enormi danni".
E invita "a non strumentalizzare questi problemi in chiave elettoralistica perchè si sta facendo una campagna molto dannosa contro l'immagine del Sud e della Campania in particolare".
Respinge l'allarmismo anche il ministro per le politiche agricole Paolo De Castro che invita a non ripetere il caso aviaria e annuncia la convocazione di una riunione interministeriale per l'analisi dei dati provenienti dagli istituti zooprofilattici. Il sottosegretario alla salute, Giampaolo Patta, parla di "allarme limitato, contenuto" e assicura che "la stragrande maggioranza degli allevamenti sono indenni", pur riconoscendo che "abbiamo purtroppo riscontrato alcune positività".
E si dice fiducioso nella possibilità che la situazione possa essere sbloccata in pochi giorni, dando "le risposte che il mondo ci chiede".
Un no alla psicosi viene anche dal ministro per lo sviluppo economico Pierluigi Bersani visto che "le produzioni che hanno anche e solo il sospetto di non essere in regola vengono escluse dal mercato. Bisogna isolare e stigmatizzare - dice - i fatti che devono essere colpiti, ma non spingiamo la psicosi fino a immaginare un mondo senza mozzarella".
Secondo il capo dipartimento prevenzione del ministero della salute, Donato Greco l'emergenza rifiuti in Campania non c'entra: la contaminazione da diossina su alcune partite di mozzarella di bufala "è dovuta alla combustione di rifiuti industriali agricoli, oppure a mangimi contaminati".
Il Cavaliere nel 2006 ha dichiarato quasi cinque volte rispetto all'anno precedente: 139.245.570 euro. Seconda, a grande distanza, la Santanché, terzo Bertinotti