Roma, 8 aprile 2008 - "Caro Romano, non sono io ad averti tradito, ma chi ha lavorato per mandarti a casa logorando la tua e la nostra azione di governo". Così il segretario dei Popolari-Udeur, Clemente Mastella, commenta l'analisi del presidente del Consiglio sui motivi che hanno condotto alla caduta del suo governo. "Condivido in larga parte - osserva l'ex Guardasigilli - le considerazioni di Prodi, soprattutto quando individua in alcune forze politiche la responsabilità di aver minato l'azione dell'esecutivo con dichiarazioni ed atteggiamenti istituzionalmente opinabili".
"Quanto a me - prosegue Mastella - ricordo di essere stato oggetto, sin dal mio insediamento, di una campagna di delegittimazione portata sistematicamente avanti da una parte della coalizione e assecondata da quegli stessi organi 'padronali' dell'informazione, acerrimi nemici del professore bolognese, che strumentalizzando inchieste giudiziarie, rilevatesi poi prive di ogni fondamento, hanno decretato la mia panchina politica".
"Nelle circostanze in cui è maturato il mio accerchiamento e sono stato costretto ad alzare bandiera bianca - sottolinea Mastella - ho dovuto registrare un'avara solidarietà umana e scarse solidarietà politiche, proprio da coloro che hanno lavorato per la fine di questa esperienza di governo. Nei tuoi riguardi, caro Romano, sono sempre stato leale e ti confermo anche oggi la mia piena stima".
Il Cavaliere nel 2006 ha dichiarato quasi cinque volte rispetto all'anno precedente: 139.245.570 euro. Seconda, a grande distanza, la Santanché, terzo Bertinotti