Roma, 16 aprile 2008 - Silvio Berlusconi accelera nella definizione della squadra di governo, con un vertice a Palazzo Grazioli con Umberto Bossi, Gianfranco Fini, Roberto Calderoli. Il futuro premier prepara la "gerarchia" delle mosse del nuovo esecutivo. A Napoli il primo Cdm, due diligence sui conti pubblici.
Un vertice, quello di oggi a Palazzo Grazioli, "nel quale andremo a fondo per individuare anche le persone giuste per i posti di viceministro e sottosegretario, cioè l'intera squadra di governo", dice il Cavaliere il quale ribadisce che il nuovo governo "avrà la metà dei componenti rispetto a quello uscente, fermandosi a sessanta tra ministri, viceministri e sottosegretari". Una squadra che "dovrà poter operare immediatamente" e che "conosca già per esperienza la macchina dello Stato, su cui dobbiamo intervenire con un ammodernamento importante perchè abbiamo la pubblica amministrazione e lo Stato che costano di più in Europa".
Silvio Berlusconi ha accolto "con favore" l'idea di Walter Veltroni di creare un "governo ombra". Il Cavaliere conferma la sua apertura nei confronti dell'opposizione "e aggiungo che ove la sinistra mantenesse una posizione coerente su ciò che ha inserito nel programma presentato agli elettori sarebbero molte le situazioni su cui la sinistra potrebbe aggiungere - dice il futuro premier - il suo voto al nostro".
Sullo stato dei conti il Cavaliere anticipa "stiamo mettendo in piedi una commissione per fotografare, quella che si chiama 'due diligence, i conti pubblici che la sinistra ci ha lasciato". Per Berlusconi "non ci possono essere sorprese. Negli anni passati - ha spiegato - ricevemmo un deficit, anzi un extradeficit, che nel 2001 era di 38 mila miliardi, deficit che la sinistra tra l'altro non ha mai riconosciuto. Abbiamo consegnato i conti giusti, corretti, la volta scorsa, e la sinistra ha sempre detto che non era vero. Questa volta ci rivolgeremo a delle autorità indipendenti affinchè tutti i cittadini possano conoscere qual è la realtà dei conti che riceviamo".
Silvio Berlusconi si dice anche certo che nel ballottaggio per sindaco di Roma fra Gianni Alemanno e Francesco Rutelli "sono sicuro che gli elettori de La Destra e anche gli elettori dell'UDC si uniranno a noi nei ballottaggi che sono ancora aperti e che riguardano, tra tutti, soprattutto la Capitale sia per quanto riguarda il comune sia per quanto riguarda la provincia di Roma". È "assolutamente" possibile vincere il
ballottaggio a Roma.
Il Cavaliere nel 2006 ha dichiarato quasi cinque volte rispetto all'anno precedente: 139.245.570 euro. Seconda, a grande distanza, la Santanché, terzo Bertinotti