Roma, 22 aprile 2008 - Un cittadino italiano su cinque non sa perchè si festeggia la ricorrenza del 25 aprile. Il 21,5 % degli italiani passano così "ignari e inconsapevoli attraverso il bombardamento annuale di celebrazioni e polemiche in tv" di questa ricorrenza. Lo riferisce un sondaggio de Il Giornale che sottolinea come solo il 78,5% degli italiani sappia che il 25 aprile segna la liberazione di Milano avvenuta nel 1945 da parte dei partigiani dall'occupazione nazista e fascista, cui seguì la cattura a Dongo e la successiva uccisione di Benito Mussolini e di Claretta Petacci, i cui cadaveri furono poi esposti il 29 aprile a piazzale Loreto, a Milano.
Ha dato la risposta giusta, prosegue il quotidiano, l'80% degli elettori di centrosinistra e il 77,2% degli elettori di centrodestra, mentre sono appaiati gli elettori del Pdl e quelli del Pd. "C'è dunque -scrive il giornale- un quinto degli italiani indifferenti e insensibili a ogni evento che non lo riguardi in prima persona, o che non tocchi le loro curiosità quotidiane. Un dato confermato dalle risposte alla seconda questione del sondaggio: più di un italiano su due non si accorge neppure delle polemiche che da anni accompagnano la festa della Liberazione".
Secondo il sondaggio, inoltre, il 48,9 % dei nostri connazionali non sente questa festività come una festa nazionale, il 5,1 non sa, mentre il 46,0% la percepisce come una festa nazionale. La percentuale di questi ultimi, riferisce il sondaggio, è altissima nella Sinistra Arcobaleno (42,5%) e nel Pd (53,2) e ciò, sottolinea il quotidiano, «dimostrerebbe che il 25 aprile viene recepito come, perchè è stato trasmesso come, una festa che divide invece di unire, festa di una parte piuttosto che di tutti».
A unire di più gli italiani come festa nazionale (53,5%, contro il 41,5%) sarebbe invece il 2 giugno, data in cui si festeggia la proclamazione dell'istituzione della Repubblica italiana.
Un gruppo di donne manifesta davanti alla sede del quotidiano ''Il Foglio'', diretto da Giuliano Ferrara, a difesa della legge 194. 'La maternita' non e' una fatalita', ma una scelta responsabile'', è uno degli slogan