Italia News
 TV   FOTO E VIDEO BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI CASA
GOVERNO / LAVORI IN CORSO

Bossi insiste sulla squadra leghista
Sì di Fini alla Camera: "Lascerò An"

Il Senatur si conferma alle Riforme, con Maroni all'Interno, Zaia alle Politiche agricole, Calderoli vicepremier: "Gli accordi sono definitivi". E Formigoni? "Penso che rimarrà in Lombardia" Commenta
Dimensione testo Testo molto piccolo Testo piccolo Testo normale Testo grande Testo molto grande

Umberto Bossi Roma, 22 aprile 2008 - Umberto Bossi conferma che la pattuglia dei ministri leghisti nel prossimo governo Berlusconi è quella annunciata domenica dopo l'incontro di Arcore con Berlusconi. Il senatur alle Riforme, Maroni all'Interno, Zaia alle Politiche agricole, Calderoli vicepremier.

 

"Gli accordi di governo -dice Bossi a margine di una visita ad una mostra a Varese- sono definitivi. Le Riforme e l'Interno vanno alla Lega. Ci siamo io e Maroni. D'altra parte al Viminale facciamo un piacere a Berlusconi, perchè chi dei suoi è in grado di affrontare i problemi della sicurezza e dell'espulsione dei clandestini? Ci vuole uno con le palle è Maroni lo è".

 

Il leader del Carroccio annuncia anche un ruolo di viceministro per le Infrastrutture per il capogruppo uscente al Senato, Roberto Castelli, destinato, per il momento, a rimanere a Roma. "Castelli lo mettiamo lì per le infrastrutture per le strade del Nord -dice Bossi- abbiamo fatto un passo indietro, un ministro in meno, per un posto da viceministro e così abbiamo dimostrato che non è questione di poltrone e che in realtà bisogna far partire la macchina subito".


Il leader della Lega pensa anche che Formigoni rimarrà in Lombardia ed esprime soddisfazione per come si sta muovendo Berlusconi «ma adesso -aggiunge- non dobbiamo perdere più tempo, la gente è contenta ma vuole risposte subito». Ma per il varo del nuovo governo i tempi sono ancora lunghi, fa sapere Paolo Bonaiuti. «I tempi sono ancora lunghi, la compagine di governo ci potrà essere tra il 5 ed il 12 maggio», afferma il portavoce di Berlusconi intervenendo a «Radio radio».

 

FINI

 

Se sarà eletto presidente della Camera, Gianfranco Fini lascerà la presidenza di Alleanza nazionale. Lo dice lo stesso Fini nel corso della trasmissione 'Porta a Porta'. Se i deputati mi eleggeranno presidente - afferma - io accetterò perché sarebbe davvero una dimostrazione di grande presunzione rifiutare di ricoprire la terza carica dello Stato. Ciò comporta non solo per prassi, ma anche per galateo istituzionale le dimissioni da incarichi politici e di partito". Quindi "lascerò la presidenza di An con una certa emozione ma con la consapevolezza della necessità di farlo". Fini ricorda che "lo fece Bertinotti, lo fece Casini": "Questo non significa scomparire dal dibattito. Il mio sarà un ruolo istituzionale finalizzato, però, comunque all'affermazione dei valori in cui credo". Il leader di An fa sapere che dallo scranno più alto di Montecitorio "dirò che sono un uomo di parte", ma questo "non mi impedirà di operare per rispettare tutti e per essere garanzia di imparzialità".

 

Cerca  su Quotidiano.net nel Web

LA FOTO DEL GIORNO

I paperoni del parlamento

I paperoni del Parlamento

Il Cavaliere nel 2006 ha dichiarato quasi cinque volte rispetto all'anno precedente: 139.245.570 euro. Seconda, a grande distanza, la Santanché, terzo Bertinotti

LEGGI LA NOTIZIA