Roma, 14 aprile 2008 - "Dobbiamo incentivare i ragazzi che fanno le facoltà scientifiche, dobbiamo pagarli. Non possiamo più andare avanti con una società dove i giovani che scelgono le facoltà scientifiche sono il 55% di meno rispetto a 10 anni fa". Lo afferma il presidente del Consiglio dimissionario, Romano Prodi, intervenuto questa mattina, con Rita Levi Montalcini, all'Accademia Nazionale delle Scienze.
Prodi sottolinea che "alla fine del prossimo decennio l'80-90% di ingegneri, chimici e fisici saranno asiatici. È in corso un grande cambiamento della storia e bisogna rendersene conto. La scienza è per sua natura globale e non sopporta confini e steccati. La decadenza dell'università di Bologna cominciò con il divieto di insegnare ai professori stranieri".
Prodi invita l'Accademia Nazionale delle Scienze, nata nel 1782, a "stimolare lo sviluppo della cultura scientifica a partire dalla scuola di base. Io ho cominciato a farlo in questo anno e mezzo di governo, voi potete stimolare perchè questo lavoro continui".
Per Prodi l'Italia ha "un patrimonio umanistico straordinario, ma non si può vivere sul passato. Serve la capacità di produrre innovazione e l'Italia va messa al passo".
Il Cavaliere nel 2006 ha dichiarato quasi cinque volte rispetto all'anno precedente: 139.245.570 euro. Seconda, a grande distanza, la Santanché, terzo Bertinotti