Roma, 24 aprILE 2008 - Dal risultato del ballottaggio di domenica e lunedì per la poltrona di primo cittadino della Capitale dipenderà molto dell'assetto del nuovo governo. Una vittoria o una sconfitta di Gianni Alemanno a Roma potrebbe cambiare nomi e dicasteri, nonchè il peso della stessa An nella squadra di governo.
Del resto, far quadrare i conti per il nuovo esecutivo è impresa non facile, come dimostra l'incontro di ieri al Quirinale tra il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e Silvio Berlusconi. Il Colle ha frenato le pretese degli alleati del Cavaliere sui dicasteri. Il leader del Pdl, sottoposto al pressing del Carroccio, vive "giornate di afflizione" e gli alleati minori, Lombardo e Rotondi, non l'aiutano e smaltire lo stress.
La 'caccia grossà alla poltrona di ministro trova però una rigida barriera nella legge Bassanini che prevede 12 posti da ministro con portafoglio e 60 componenti in tutto. Già Romano Prodi, due anni fa, per accontentare tutti, gli alleati erano nove partiti, operò spacchettamenti di competenze e ministeri.
Strada che però sembrerebbe esclusa dopo le parole di ieri di Napolitano. In mattinata il presidente del Consiglio in pectore è stato impegnato a Palazzo Grazioli negli incontri prima con l'inviato del Quartetto per il Medio Oriente, Tony Blair, poi con il presidente designato di Confindustria, Emma Marcegaglia, accompagnata dal dg, Maurizio Beretta.
Il Cavaliere nel 2006 ha dichiarato quasi cinque volte rispetto all'anno precedente: 139.245.570 euro. Seconda, a grande distanza, la Santanché, terzo Bertinotti