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LA NUOVA LEGISLATURA

Senato al voto per eleggere Schifani
Bossi: "I fucili sono sempre caldi"

La Bonino ha posto la sua candidatura a presidente del Senato, Andreotti ha detto che tale richiesta non poteva essere accolta Commenta
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il senatore a vita Giulio Andreotti Roma, 29 aprile 2008 -  Il senatore a vita Giulio Andreotti ha aperto alle 10.30 come previsto la prima seduta del Senato della Repubblica nella nuova legislatura. Un breve applauso ha salutato il "doveroso e sentito saluto al Capo dello Stato" rivolto da Andreotti, che ha poi dichiarato aperta la votazione per l'elezione del presidente.

 

Emma Bonino ha posto la sua candidatura a presidente del Senato. La senatrice lo ha annunciato dopo che Giulio Andreotti aveva dichiarato aperte le votazioni per l'elezioni del presidente del Senato. A norma di regolamento, però, Andreotti ha detto che tale richiesta, proceduralmente, non poteva essere accolta.

 

CAMERA

E' iniziata in Aula a Montecitorio la prima votazione per l'elezione del Presidente della Camera. Sotto il banco della presidenza sono sistemate quattro cabine (una più larga per permettere l'ingresso con la sedia a rotelle dei due deputati disabili) dove i deputati esprimeranno il proprio voto. Ognuno di loro ha a disposizione una scheda sulla quale potrà esprimere una sola preferenza (le schede con più nomi saranno annullate). Dopo il voto la scheda deve essere riposta nelle urne sistemate immediatamente fuori alle cabine. Nel primo scrutinio, il quorum da raggiungere per essere eletti è di 2/3 dei componenti l'Aula, ovvero 420 preferenze.

Silvio Berlusconi sceglie il Molise, Gianfranco Fini l'Emilia Romagna, Walter Veltroni il Lazio. Sono alcune delle opzioni su cui ha lavorato al Giunta provvisoria per le elezioni di Montecitorio in vista della proclamazione dei deputati subentranti, ora in corso in Aula. Umberto Bossi sceglie il collegio Lombardia uno, Massimo D'Alema la Puglia, Dario Franceschini - come Fini - l'Emilia Romagna.

 

Anche Antonio Di Pietro, come Berlusconi, opta per il Molise, mentre sempre per l'Idv Silvana Mura sceglie l'Emilia e Leolua Orlando il Lazio. Nell'Udc optano Pier Ferdinando Casini per la Liguria, Lorenzo Cesa per la Puglia come Rocco Buttiglione, Roberto Rao - neo eletto - per il Veneto, Giuseppe Vietti per il Piemonte 1. Oltre a Veltroni, D'Alema e Franceschini, nel Pd optano anche Rosi Bindi, per la Toscana, Cesare Damiano per il Piemonte 2, Giovanna Melandri per la Liguria. Alla Giunta sono pervenute anche tre dimissioni - su cui poi l'Aula voterà - quella di Raffaele Lombardo, Cristiana Muscardini e Franco Frattini. Per effetto delle opzioni, ecco alcuni dei subentranti: in Lombardia uno rientrs Pierluigi Mantini al posto di Veltroni.

 

Mentre in Lombardia 2, viene ripescato Luca Volonté (al posto di Cesa), ed Entra Renato Farina al posto di Fini. In Friuli rientra Manlio Contento, al posto di Fini. In Puglia viene ripescato Pino Pisicchio, che subentra a Di Pietro, mentre in Basilicata l'opzione di Fini per la Puglia fa entrare Giuseppe Moles, già portavoce di Antonio Martino. In Calabria rientra Mario Tassone al posto di Casini, mentre in Sicilia due l'opzione di Cesa fa ripescare Giuseppe Drago. Infine Luca Barbareschi, candidato in Sardegna per il Pdl, e che entra alla Camera grazie all'opzione di Berlusconi per il Molise.

 

LA GIORNATA 

Camera e Senato oggi, e fino all'elezione dei nuovi presidenti, sono solo seggio elettorale. Le votazioni che dovrebbero portare Renato Schifani alla presidenza di palazzo Madama e Gianfranco Fini alla guida di Montecitorio avranno inizio solo dopo la la costituzione degli Uffici di Presidenza provvisori e delle Giunte provvisorie per la verifica dei poteri e la proclamazione dei parlamentari subentranti ai primi eletti o ad eletti che hanno rinunciato per altri incarichi al mandato parlamentare. Fini e Schifani sono i candidati ufficiali unici della maggioranza. Il Pd invece ha deciso di votare scheda bianca sui presidenti e non presentare un proprio candidato di bandiera alternativo.

 

L'elezione di Schifani, sulla carta, è possibile già al primo scrutinio, contando la nuova maggioranza Pdl-Lega-Mpa sulla maggioranza assoluta dell'assemblea, sufficiente per l'elezione.

 

Gianfranco Fini, invece è probabile debba aspettare domani mattina quando a Montecitorio si terrà la quarta votazione che abbasserà il quorum alla maggioranza dell'assemblea. I parlamentari, in questa prime sedute, non hanno un posto assegnato ma ciascuno può occuparne uno a scelta. Ma la geografia delle aule parlamentari, con la riduzione da 14 a 6 dei gruppi operata dal voto del 13 e 14 aprile, è destinata a cambiare radicalmente. Il Pd si sposterà nei banchi più a sinistra, prima occupati dai gruppi dell'Arcobaleno e altrettanto faranno Idv e Udc, rispetto alla collocazione nella precedente legislatura.

 

Alla Lega spetterà il presidio dei banchi di centro mentre il Pdl si distribuirà dal centro all'estrema destra.
La prossima settimana, probabilmente martedì, si passerà quindi all'elezione dei Vicepresidenti, dei Questori e dei Segretari, in modo da completare i nuovi uffici di Presidenza della XVI legislatura legislatura. Ed in parallelo si provvederà alla costituzione dei gruppi parlamentari. Un timing che dovrebbe portare entro il 5 maggio alla conclusione degli adempimenti parlamentari indispensabile per consentire a Giorgio Napolitano di aprire le consultazioni al Quirinale e conferire a Silvio Berlusconi l'incarico per la formazione del nuovo governo.

 

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