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REDDITI ON LINE

L'Agenzia delle Entrate invia i chiarimenti
"Applicata la legge, internet è trasparenza"

"Piena fiducia nelle valutazioni del Garante della Privacy e della magistratura in relazione alle azioni intraprese a seguito della pubblicazione degli elenchi" Commenta
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Moduli per il pagamento delle tasse Roma, 5 maggio 2008 - L'Agenzia delle Entrate ha fornito al Garante della Privacy i chiarimenti sulla pubblicazione on line degli elenchi dei contribuenti. Lo rendo noto la stessa Agenzia, sottolineando che alla base della decisione c'è "l'applicazione della normativa sulla predisposizione e pubblicazione degli elenchi dei contribuenti e di quella del codice dell'amministrazione digitale".

 

"Un insieme di disposizioni - sottolinea l'Agenzia delle Entrate - che disegnano un quadro di trasparenza fiscale al quale l'Agenzia ha inteso attenersi". La scelta di Internet quale mezzo di comunicazione, spiega l'Agenzia delle Entrate, "è stata fatta per adeguare i comportamenti dell'Agenzia a quanto stabilito dal Codice dell'amministrazione digitale varato nel 2005, che impone alla PA di utilizzare come strumento ordinario di fruibilità delle informazioni la modalità digitale".

 

In definitiva, sottolinea la nota, "la diffusione dei dati reddituali con modalità telematiche da parte dell'autorità pubblica costituisce un elemento di garanzia, trasparenza e affidabilità dell'informazione". L'Agenzia esprime "piena fiducia nelle valutazioni del Garante della Privacy e della magistratura in relazione alle azioni intraprese a seguito della pubblicazione degli elenchi dei contribuenti on line. Piena collaborazione è stata assicurata alla polizia postale che ha acquisito la documentazione relativa alla decisione dell'Agenzia di rendere consultabili gli elenchi tramite Internet".

 

Il documento, spiega l'Agenzia delle Entrate, "ripercorre l'evoluzione delle norme che hanno regolato la pubblicità degli elenchi, a partire dal Dpr numero 645 del 1958 fino all'articolo 69 del Dpr numero 600 del 1973 nella versione attualmente in vigore introdotta nel 1991. Tale norma - ricorda l'Agenzia - nell'attuale assetto dell'amministrazione finanziaria, attribuisce al direttore dell'Agenzia la fissazione dei termini e delle modalità per la formazione e la pubblicazione degli elenchi. Si tratta, dunque - sottolinea - di una valutazione amministrativa assunta dall'Agenzia delle Entrate nell'ambito della sua autonomia".

 

"La forma di pubblicità dei dati reddituali prevista dal legislatore consiste nella consultabilità dei dati da parte di chiunque. La ratio della norma - prosegue l'Agenzia - è quella di favorire una forma di controllo diffuso da parte dei cittadini rispetto all'adempimento degli obblighi tributari".

 

La scelta di Internet, sottolinea infatti l'Agenzia guidata da Massimo Romano, è stata fatta per adeguare i comportamenti dell'Agenzia a quanto stabilito dal Codice dell'amministrazione digitale varato nel 2005. "Il Codice - spiega - tra l'altro impone alla P.A. l'uso delle nuove tecnologie per promuovere una maggiore partecipazione dei cittadini al processo democratico e per facilitare l'esercizio dei diritti politici e civili, sia individuali che collettivi, tra i quali si può inquadrare il diritto alla consultazione degli elenchi dei contribuenti. Si è ritenuto che le norme in materia di trattamento dei dati personali non precludano la diffusione dei dati reddituali tramite Internet, posto che la libera conoscibilità di essi da parte di chiunque è del tutto pacifica, come più volte affermato dallo stesso Garante".

 

"La novità rispetto al passato - chiarisce l'Agenzia delle Entrate - è rappresentata dal mezzo: Internet. Ma si tratta di una novità relativa in quanto occorre considerare come gli articoli abitualmente pubblicati dai giornali che riportano i dati reddituali dei contribuenti sono per lungo tempo liberamente consultabili sulla rete".

 
  • 05/05/2008 20:33
    paolo
    Non credo che la ratio della legge contempli che i dati vengano consultati a livello planetario come avviene con Internet!!!!!! Neppure negli Usa che non possono essere certo tacciati di non trasparenza è consentita la diffusione tramimte internet. Un conto è che i dati siano accessibili, un altro sono le modalità di accesso a questi dati e con internet chi accede è praticamente anonimo.
  • 05/05/2008 20:56
    Maurizio
    Condivido pienamente la pubblicazione su Internet degli elenchi sui redditi. Basta con le ipocrisie, i sotterfugi. Il vero motivo non è il rispetto della privacy, ma dell'evasione fiscale sistematica. Si debbono vergognare gli evasori e non chi vede pubblicati i suoi redditi. E' questione di trasparenza in un paese di ipocrisie. Sono stufo di questa mentalità barbina. A voi della stampa vi chiedo di perorare questa GIUSTA causa della trasparenza in un'Italia dove i ricchi diventano sempre più ricchi, anche grazie all'evasione, mentre aumentano a dismisura i poveri. Purtroppo così va il mondo: la stessa stampa è dei ricchi e non dei poveri diavoli!!!
  • 05/05/2008 22:49
    Mario
    Penso proprio e come mè saranno in tanti che chi denuncia 10-20000 %u20AC se ne infischiano dei problemi per la òoro pubblicazione,anzi il governo potrà capire. Chi è in rivolta è perche hanno troppi soldi o che denunciano troppo poco con la loro attività fortemente remunerata.
  • 06/05/2008 06:55
    adriana
    Certo, si parano sempre. Una volta l'elenco era al Comune, chi voleva leggerlo doveva perdere tempo per informarsi. Il problema è che doveva essere ancora così, non messo in internet, più facilmente alla portata di tutti, ma stiamo scherzando? Alla mercè di ladri ecc. più facilmente? Ma poi, come faccio a sapere, dopo aver letto il reddito del mio vicino, se lui è un evasore o no?
  • 06/05/2008 09:35
    mauro toselli
    e' tutto regolare ; sono i soliti polveroni creati ad arte per distrarre la gente dall'analisi dei veri problemi dell'italia
  • 06/05/2008 10:54
    Antonio
    Sapevo che presso le Agenzie delle Dogane e delle Entrate era concesso solo ad alcuni funzionari verificatori,appositamente autorizzati,di accedere nel riservatissimo sito dell'Anagrafe Tributaria solo per conoscere la situazione fiscale del contribuente da sottoporre a verifica.Ora si dice che tale facoltà sia estendibile a tutti i cittadini anche a coloro che vogliono curiosare.Purtroppo vivo in Ialia e devo ancora imparare che non c'è mai stata certezza e chiarezza delle regole,dove è consentito tutto ed il contrario di tutto.
  • 06/05/2008 10:54
    nino
    il codacons in questa occasione ha dimostrato da che parte sta. per fortuna la grande maggioranza degli italiani dice che le dichirazioni dei redditi devono essere pubbliche ed accessibili per un controllo sociale diffuso, unico modo per tentare di far rispettare il dovere di pagare le tasse. un certo ministro disse in parlamento che chi non paga le tasse è un ladro. perchè il codacons non lo denunciò?
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