Il ministro degli Esteri uscente è chiaro: "Un grande partito ha il compito di formare e selezionare una classe dirigente la cui qualità non consista esclusivamente nel fatto di essere nuova'' Commenta
Roma, 8 maggio 2008 - "Deludente". Questo il giudizio espresso dal Pd nei confronti della compagine presentata ieri sìda Silvio Berlusconi. "Una compagine deludente", ha detto Antonello Soro, capogruppo del Pd alla Camera, sia per l'esigua presenza di donne che per la presenza di "personalità già sperimentate a lungo" e anche per la mancanza "della sobrietà annunciata, sono infatti 21 i ministri". Così il capogruppo del Pd alla Camera, Antonello Soro, commenta il governo Berlusconi.
"Valuteremo - garantisce - nel merito delle risposte che il governo saprà dare agli italiani sulle vere sfide». Il Pd «si confronterà nel merito dei problemi, a partire dalle riforme e faremo un'opposizione dura, trasparente, esplicita, perchè siamo alternativi a questo governo». Tuttavia, è l'auspicio di Soro, poichè il «Parlamento non è una trincea, noi non abbiamo nessuna intenzione di trasformarlo ancora una volta in un luogo di prove muscolari».
Intanto i democratici lavorano al governo ombra, ma già nasce una polemica con Idv. Antonio Di Pietro sollecita: «Veltroni superi questo buonismo di facciata e, al più presto, si occupi di fare opposizione vera, altrimenti del governo ombra rischia di rimanere solo l'ombra».
E nel Pd prosegue il dibattito sulla strategia del partito. Massimo D'Alema afferma: «Credo che nessuno possa in questo momento mettere in discussione il ruolo di Veltroni come segretario del partito. L'unica cosa che si chiede è una discussione aperta e meno difensiva, a partire da una analisi vera, che sappia vedere anche i limiti e le insufficienze del progetto così come si è dispiegato fino ad oggi». «Svanita l'illusione del partito leggero, senza struttura e senza iscritti, c'è il problema di costruire un partito moderno in grado di mettere radici nella società contemporanea».
Quanto alle aleanze D'Alema spiega: «Non si può fare l'errore di pensare che se forze della sinistra non sono rappresentate in Parlamento, esse non esistono più nella società italiana. Ci sono e bisogna tenerne conto». Allo stesso tempo, «non possiamo avere interesse a sospingere l'Udc, di nuovo, sotto l'egemonia di Berlusconi».
Il Cavaliere nel 2006 ha dichiarato quasi cinque volte rispetto all'anno precedente: 139.245.570 euro. Seconda, a grande distanza, la Santanché, terzo Bertinotti