Il Cavaliere presenta la lista a tempo di record e Napolitano gli conferisce l'incarico. I ministri sono 21: 12 con portafoglio e 9 senza, solo quattro le donne. In forse i viceministri Commenta
Roma, 8 maggio 2008 - Giura il governo, nasce il Berlusconi IV. Prima giura Silvio Berlusconi, poi, uno dopo l'altro, gli altri ministri. Iniziano quelli senza portafoglio e successivamente sfilano quelli con portafoglio. Si è svolta nel Salone delle Feste del Quirinale la cerimonia di giuramento del nuovo esecutivo. Davanti al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano passano il premier e i ventuno ministri della squadra di governo. Una cerimonia al termine della quale il quarto governo di Silvio Berlusconi entra nel pieno delle sue funzioni.
"Onori al presidente del Consiglio uscente". Gli onori militari del picchetto d'onore schierato nel cortile di Palazzo Chigi segna l'ultimo atto ufficiale per il presidente del consiglio uscente, Romano Prodi che, subito dopo, ha lasciato la Presidenza del Consiglio.
Poco prima Prodi aveva consegnato la campanella d'argento nelle mani di Berlusconi che lo ha ringraziato e gli ha fatto gli "auguri per tutto". Una stretta di mano a favore dei fotografie delle telecamere, ma nessun sorriso da parte del Cavaliere. La 'foto opportunity' è stata poi allargata ai due sottosegretari alla presidenza, Enrico e Gianni Letta che si sono scambiati saluti e auguri. Prima, un colloquio privato di circa venticinque minuti tra Prodi e Berlusconi.
Continuare nella lotta all'evasione e nella politica risanamento con lo stesso vigore profuso dal precedente governo. Sarebbero questi i due 'suggerimenti' che Prodi ha affidato al suo successore a palazzo Chigi, Berlusconi, nel colloquio che ha segnato lo scambio di consegne.
Nel cortile, oltre al picchetto d'onore, ad attendere Prodi c'era la moglie Flavia che lo ha baciato prima di salire in macchina, e il sottosegretario Enrico Letta, che ha abbracciato il premier uscente. Dalle finestre che danno sul cortile interno di palazzo Chigi, alcuni dipendenti hanno tributato l'ultimo applauso a Prodi prima che il premier uscente lasciasse la sede del governo in macchina.
Berlusconi ha nominato Mauro Masi segretario generale della Presidenza del Consiglio. Il Consiglio dei Ministri ha nominato Gianni Letta sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. Lo rende noto il ministro per gli Affari regionali, Raffaele Fitto. A seguito delle dimissioni presentate da Franco Frattini da vicepresidente e responsabile del portafoglio Giustizia e Interni della Commissione europea, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, ha informato il Consiglio dei ministri che ha designato Antonio Tajani per la nomina a Commissario europeo.
"C'è tanto da lavorare". Silvio Berlusconi risponde così ai sostenitori che gli chiedono di rispettare il programma e di andare avanti senza indugi. Il presidente del Consiglio lascia Palazzo Chigi a piedi e si concede alla folla di sostenitori che lo accolgono al grido di 'Silvio Silvio'. Stringe mani, sorride, saluta tutti e riceve persino in regalo da una giovane fan un fiore rosso.
LE EMOZIONI DEL GIURAMENTO
C'è chi per l'emozione 'inciampa' un po' sulla formula del giuramento e chi, come il neoministro della Difesa Ignazio La Russa, si dimentica di firmarlo. O anche chi, come Umberto Bossi, vorrebbe firmare anche il verbale della Segreteria del Quirinale. Alla cerimonia nel Salone delle Feste della Presidenza della Repubblica, per la nascita del nuovo governo Berlusconi, l'emozione gioca brutti scherzi. E non capita tanto alle new entry, bensì ai 'veterani'.
Mara Carfagna, vestita in un elegante e sobrio tailleur, grigio-ghiaccio e Raffaele Fitto ripassano, pochi minuti prima dell'inizio della cerimonia, la formula di rito seduti l'uno accanto all'altro. L'impegno viene premiato al momento giusto quando i due neoministri recitano con scioltezza la loro parte: prima la lettura della formula, poi la firma del giuramento e infine la stretta di mano con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Molto più sofferto il giuramento di Ignazio La Russa: dimentica di firmare il documento e viene pubblicamente ripreso da Berlusconi che finge di non volergli dare la mano, per non essersi raso il pizzetto.
Tra i più 'pii' si segnala l'aennino Andrea Ronchi che si fa il segno della croce prima di adempiere al rito del giuramento e la bresciana Maria Stella Gelmini, ministro dell'Istruzione, che si presenza all'appuntamento con un impeccabile tailleur nero con camicia bianca e croce d'oro in bella vista al collo.
Tutti con il fazzoletto verde nel taschino i ministri della Lega da Roberto Maroni a Luca Zaia a Roberto Calderoli e allo stesso leader del Carroccio Umberto Bossi che poi riceve anche l'abbraccio di Altero Matteoli. Impeccabili Giulio Tremonti e Stefania Prestigiacomo vestita con un tailleur blu elettrico e con i capelli sciolti che le incorniciano il volto. Sobria anche Giorgia Meloni in tailleur grigio e camicia a righe tono su tono.Tratto distintivo delle quattro ministre è proprio la sobrietà: gioielli ridotti al minimo, soltanto orecchini di piccole dimensioni di perle naturali o di perle nere come quelle della Carfagna.
Gran finale con la foto di gruppo con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e il premier Silvio Berlusconi che tiene al suo fianco Mara Carfagna. Il Cavaliere si indispettisce a un certo punto per l'insistenza dei fotografi che vorrebbero ritrarlo e fa con la mano un chiaro cenno di 'no'.
LA SQUADRA
"E' tutto di nuovo in gioco", confidava nel pomeriggio un leghista. Uno scenario vero solo in parte, nel senso che il manuale Cencelli verrebbe applicato ai partiti alleati non più per viceministri e sottosegretari, ma solo per questi ultimi. L'idea sarebbe stata sponsorizzata da Berlusconi per evitare l'incancrenirsi della trattativa con An, e secondo alcuni non dispiacerebbe neanche a Gianfranco Fini, a patto che si rispetti il peso del partito. Da via della Scrofa verrebbe dunque il sì a ridiscutere tutto sulla base di questo nuovo schema, a patto che "nella partita delle deleghe An venga comunque adeguatamente rappresentata, come da accordo".
In sintesi, si sposterebbe il momento delle decisioni un po' più in là, al momento dell'attribuzione delle deleghe ai sottosegretari designati.L'ipotesi rilanciata da Berlusconi coglie in qualche modo di sorpresa la Lega. "Se fosse deciso di non fare più i viceministri - spiegano fonti del Carroccio - per noi sarebbe un colpo".
Il punto per i padani è il "rigoroso rispetto" dell'accordo con il Cavaliere che, soddisfatto nella parte che riguarda il Governo, deve essere applicato ora nella parte che riguarda i vice. "Se al Senato siamo andati bene - dice chi ha seguito da vicino le trattative con Berlusconi - perché abbiamno avuto una vicepresidente e due segretari d'aula". Partita diversa quella della Camera dove il malumore dei deputati, viene riferito, è palpabile. "Non abbiamo ottenuto granché - spiegano dal Carroccio lato Montecitorio - e abbiamo dovuto cedere anche sui deputati questori (il leghista Balocchi infatti non è riuscito a contendere uno dei due posti assegnati a Mazzocchi e Colucci, ndr)".
Oggi, d'altra parte, soprattutto in An restava aperta la partita dei sottosegretario, con il ballottaggio fra Mario Landolfi e Pasquale Viespoli. Anche in Forza Italia, d'altra parte se venissero meno i viceministri si sposterebbe a 'data da destinarsi' la risoluzione del nodo Brambilla. Le quotazioni della 'rossa' animatrice dei circoli, ieri indicata dal Cavaliere come viceministro alla Salute, erano date ogggi ancora in ribasso. Ma in serata gli azzurri non escludevano che alla fine Brambilla riuscirà a spuntarla in questo ruolo, naturalmente con l'incarico di sottosegretario, come previsto dal nuovo schema che ha in mente il Cavaliere.
'Parità' tra Lega e An con 4 ministri. E l'età media si abbassa a 50 anni. I titolari di dicastero sono 21: 12 con portafoglio e 9 senza, solo quattro le donne, 13 le new entry. Oggi il giuramento, martedì e mercoledì la fiducia