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"Violazione della legge sulla privacy"
Indagato il direttore dell'Agenzia delle Entrate

Massimo Romano è stato il dirigente a firmare il decreto con cui si autorizzava la pubblicazione in rete delle denunce dei redditi del 2005 Commenta

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Moduli per il pagamento delle tasse Roma, 8 maggio 2008 - Il direttore generale dell'Agenzia delle Entrate, Massimo Romano, è stato iscritto sul registro degli indagati per violazione della legge sulla privacy. È stato il dirigente a firmare il decreto con cui si autorizzava la pubblicazione in rete delle denunce dei redditi del 2005.

 

L'iniziativa del procuratore aggiunto Franco Ionta e del pm Francesco Polino è propedeutica alla convocazione in procura di Romano cui è stato inviato un invito a comparire nei prossimi giorni. Al direttore si contesta, in particolare, la violazione dell'articolo 167 (trattamento illecito di dati) del decreto legislativo del 2003 in relazione all'articolo 17 sul trattamento di dati, diversi da quelli sensibili e giudiziari, che presenta rischi specifici per i diritti e le libertà fondamentali, nonchè per la dignità dell'interessato e che, quindi, richiede misure e accorgimenti a garanzia.

 

Romano dovrà fornire chiarimenti anche sui tempi di esecuzione del provvedimento che, datato 5 marzo, è stato attuato soltanto a fine aprile. Per il momento dalle carte a disposizione dei magistrati non emerge alcuna altra responsabilità (ad esempio nulla è riconducibile a Vincenzo Visco), ma è presumibile che a Romano, nel corso dell'interrogatorio, venga chiesto se la decisione di divulgare via internet le informazioni sia stata autonoma o se rispondeva a precise direttive di natura politica. Tutti quesiti, questi, che puntano a configurare il dolo, indispensabile per procedere per questo tipo di reato.

 

Intanto, il fascicolo che conteneva la denuncia del Codacons, arrivata oggi a piazzale Clodio, è stato riunito con quello aperto dal procuratore aggiunto Ionta sabato scorso. Quello che vede Romano non è, tuttavia, l'unico filone investigativo; sviluppi si attendono sul versante degli accertamenti che mirano a identificare chi sta cercando di lucrare sulla pubblicazione su internet.

 
  • 10/05/2008 19:49
    vikingo
    I redditi devo essere pubblici! Certo gli evasori non vogliono che sappiam quanto rubano ai dipendenti e pensionati.. Altro che indagare il direttore; ladri evasori pagate le tasse, GALERA PER CHI EVADE...
  • 09/05/2008 07:01
    adriana
    Ma guarda un po. Visco non ne sapeva nulla. Come mai allora ha detto giorni fa che il decreto era pronto da marso, ma lo hanno messo in atto dopo le elezioni? Gesto gentile, a suo dire. Non è possibile che non sapesse, lui era il ministro, se la caverà dinuovo con un nulla di fatto, come al solito. Speriamo che questo ministro della giustizia intervenga, finalmente, sulla faccenda delle toghe, TUTTE ROSSE.
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