In una lettera Massimo Romano spiega: "Attendere il termine di legge de 13 agosto determinerebbe una situazione di precarietà. Continuate con entusiasmo la lotta all'evasione" Commenta
Roma, 21 maggio 2008 - Evitare una "situazione di precarietà" nella guida dell'Agenzia delle entrate. Con questa motivazione il direttore dell'agenzia fiscale, Massimo Romano, ha spiegato ai dipendenti la decisione di dimettersi dall'incarico. "Ho preso questa decisione - scrive in una lettera al personale - ritenendo che, in assenza di una riconferma nell'incarico da parte dell'autorità politica, attendere il termine di legge de 13 agosto determinerebbe una situazione di precarietà e finirebbe per danneggiare l'attività istituzionale, rischiando di compromettere il raggiungimento degli obiettivi definiti".
La scelta di Romano arriva tre settimane dopo il caso 'redditi online', la pubblicazione sul sito dell'Agenzia delle entrate delle dichiarazioni Irpef degli italiani. E l'8 maggio, per questa vicenda, il numero uno dell'Agenzia è stato iscritto nel registro degli indagati della Procura di Roma per violazione della legge sulla privacy.
"Il periodo che ho trascorso insieme a voi - sottolinea Romano nella lettera ai dipendenti - è stato intenso e ricco di risultati. L'Agenzia è ormai una delle più avanzate e moderne istituzioni del Paese, impegnata in una costante azione di miglioramento grazie al lavoro serio e convinto di migliaia di persone. Sono certo - conclude - che continuerete nell'azione con slancio ed entusiasmo, come avete fatto in questi anni, contribuendo così in modo decisivo al migliore funzionamento del sistema tributario e alla riduzione dell'evasione fiscale, fenomeno ancora tanto grave nella nostra Italia".
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