Le limitazioni all'impiego e allo spostamento delle truppe potrà essere revisionato. L'annuncio è arrivato dal ministro degli Esteri, che ha fatto cadere quello che per i governi italiani era stato finora un tabù per i rischi legati all'impiego dei soldati nelle aree più calde
Roma, 21 maggio 2008 - L'Italia è "disponibile" a discutere di una revisione dei 'caveat', le limitazioni all'impiego e allo spostamento delle truppe in Afghanistan. L'annuncio è arrivato dal ministro degli Esteri, Franco Frattini, che ha fatto cadere quello che per i governi italiani era stato finora un tabù per i rischi legati all'impiego dei soldati nelle aree più calde. Per parlarne il titolare della Farnesina ha scelto l'incontro stampa alla Farnesina con il collega del Canada, Maxime Bernier, particolarmente sensibile a questo tema dato che Ottawa preme da tempo sugli alleati Nato perchèaccettino di intervenire nel sud dove i soldati canadesi sono sotto attacco dalla guerriglia talebana.
Per Frattini la conferenza dei Paesi donatori per l'Afghanistan in programma a Parigi il 12 giugno sarà l'occasione per fare "un passo avanti" e "dare maggiore efficacia alla missione internazionale in Afghanistan". Per questo occorre "renderla più veloce nel rispondere alle minacce che cambiano", dalla guerriglia agli ostacoli alla ricostruzione delle istituzioni. "L'Italia non si presenterà dicendo abbiamo molti soldi in più o abbiamo nuove truppe - ha premesso il ministro degli Esteri - ma offrirà un contributo politico". E in questo senso "è evidente che in sede Nato si dovrà affrontare il tema, che è politico, dei caveat e della flessibilità", ha spiegato Frattini, "si tratta di prevedere un'elasticità dei caveat che hanno ad esempio impedito alle truppe tedesche di catturare alcuni terroristi perchè in base alle loro regole non avrebbero potuto disarmarli".
Il ministro degli Esteri ha precisato che al rigiardo "ancora non c'è una posizione del governo italiano" e che ne dovrà parlare con il collega della Difesa, Ignazio La Russa e con il premier Silvio Berlusconi, "ma è un tema che va affrontato". "La mia opinione - ha però insistito - è che più la missione diventa efficace e capace di adeguarsi alle minacce, tanto più garantiremo una prospettiva di successo". E a un'eventuale revisione dei caveat il Canada "è molto interessato, positivamente", ha sottolineato Frattini.
Con Bernier il titolare della Farnesina ha convenuto anche sulla necessità di "una politica più rigorosa" nei confronti dell'Iran sulla trasparenza del suo programma nucleare.
Frattini ha annunciato che si recherà a Beirut per l'elezione del nuovo presidente libanese, domenica, o subito dopo, per "confermare l'impegno dell'Italia come interlocutore politico di un Paese che deve andare verso la stabilità".
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