I giudici di Palazzo Spada passano la palla al governo che deve darsi da fare e pronunciarsi nuovamente sulla richiesta dell’emittente. Retequattro può continuare a trasmettere. Polemica di Pd e Idv
Roma, 1 giugno 2008 - La sentenza integrale non l’ha letta ancora nessuno ma è già scontro sull’interpretazione: il Consiglio di Stato spiazza le parti in causa e, a sorpresa, emette una nota dove "riassume" il pronunciamento sulle frequenze reclamate da Europa 7 sin dal 1999.
In sostanza, i giudici di Palazzo Spada passano la palla al governo che deve darsi da fare e pronunciarsi nuovamente sulla richiesta dell’emittente: l’esecutivo dovrà tenere conto della sentenza della Corte di Giustizia di Strasburgo emessa il 31 gennaio che, in sostanza, indicava il sistema televisivo in Italia come non conforme alla normativa europea che impone criteri obiettivi, trasparenti e non discriminatori nell’assegnazione delle frequenze.
Rete 4 — stabilisce il Consiglio di Stato — può continuare ad esercitare la sua attività di radiodiffusione televisiva privata in ambito nazionale. Rinviata invece la decisione sulla richiesta di risarcimento danni da parte di Europa 7. Applaude Mediaset, mentre il fronte dell’opposizione vede profilarsi una via d'uscita per una televisione che combatte dal 1999 per poter trasmettere.
Cautela da parte del sottosegretario con delega alle comunicazioni Paolo Romani: "Occorre prudenza nel commentare una sentenza che al momento conosciamo solo attraverso un comunicato stampa". Comunque assicura che il Ministero da lui rappresentato "si muoverà non appena le motivazioni della sentenza avranno chiarito i termini esatti della questione e lo farà in coerenza con quanto richiesto dall’Europa".
Retequattro — esulta Fedele Confalonieri, presidente Mediaset — "va avanti tutta". Di altro avviso il Pd: "Il Consiglio di Stato, respingendo il ricorso di Mediaset, ha riaffermato il dovere del Ministero di rideterminarsi sull’istanza di Centro Europa 7 per l’attribuzione delle frequenze", dichiara Giovanna Melandri.
L’Idv rivendica la paternità della lunga battaglia: il suo leader Antonio Di Pietro evoca l’impeachment nei confronti del premier Berlusconi . In difesa del presidente scende in campo Fabrizio Cicchitto che accusa Di Pietro di turbare la dialettica politica. Paolo Gentiloni, ex ministro delle Comunicazioni, "avverte" il governo: non faccia come Ponzio Pilato.
'Parità' tra Lega e An con 4 ministri. E l'età media si abbassa a 50 anni. I titolari di dicastero sono 21: 12 con portafoglio e 9 senza, solo quattro le donne, 13 le new entry. Oggi il giuramento, martedì e mercoledì la fiducia