Il premier accoglie le sollecitazioni di Vaticano, Onu e Quirinale: "Per me dev'essere solo un'aggravante". E Zapatero elogia il Cavaliere: "Tra noi c'è perfetta intesa"
ROMA, 4 giugno 2008 - Silvio Berlusconi frena sul reato di clandestinità e il Pdl rinvia ogni approfondimento all'esame del Parlamento, ma la Lega insiste. E l'opposizione apprezza i toni soft del premier, sottolinea le diverse posizioni in maggioranza e avanza qualche perplessità anche sull'idea di clandestinità come aggravante di reato.
Ieri, al termine del colloquio con il presidente francese Sarkozy, Berlusconi ha sottolineato che la clandestinità non è un reato in sè ma una aggravante di reato. La Lega ha dichiarato la sua perplessità su questa impostazione e il portavoce del premier Paolo Bonaiuti ha precisato che non c'è nessuna polemica in maggioranza.
Ma stamane il Carroccio insiste. Il capogruppo alla Camera, Roberto Cota, afferma che «sarebbe un errore» tornare indietro sul reato di clandestinità e il ministro Roberto Calderoli ha parlato di equivoco facendo presente che «non si possono deludere gli elettori». Il ministro della Difesa Ignazio La Russa ammette che eliminare il reato "diminuirebbe un pò l'effetto di deterrenza" ma sottolinea che comunque il pacchetto rimarrebbe positivo.
Il ministro del Welfare Maurizio Sacconi assicura che da parte di Berlusconi non c'è stato "nessun dietrofront" e il vicecapogruppo Pdl alla Camera Italo Bocchino spiega: "La vicenda relativa all'immigrazione clandestina è all'attenzione del Parlamento e della sua sovranità. Se Berlusconi, alla luce di una serie di riflessioni che sono giunte a partire dal Vaticano, ritiene che l'aggravante possa bastare è nelle possibilità del presidente Consiglio correggere la propria idea mentre il Parlamento verifica il provvedimento".
E il capogruppo al Senato, Maurizio Gasparri fa presente: "Ci confronteremo comunque serenamente in Parlamento, al quale spetta l'ultima parola, e troveremo le soluzioni migliori per la sicurezza degli italiani".
Mentre il decreto è già all'esame delle commissioni del Senato e approderà all'aula martedì prossimo, il ddl è stato trasmesso ieri sera dall'esecutivo a palazzo Madama.
E dall'opposizione si sottolineano i contrasti in maggioranza. "Dopo i primi fuochi d'artificio mi sembra che ora nel campo della maggioranza si sia aperta una dura discussione che, per ora, produce solo molta confusione", dice Anna Finocchiaro, presidente del gruppo del Pd al Senato. Sia lei che il ministro ombra dell'Interno, Marco Minniti esprimono poi riserve anche sull'ipotesi di aggravante, che potrebbe avere, per il Pd, problemi di costituzionalità.
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