Il capo dello Stato: "È accertato anche in sede parlamentare" che ci sono stati traffici per "sistematici trasferimenti di rifiuti tossici, da industrie del nord in territorio campano" Commenta
Roma, 4 giugno 2008 - "È assolutamente accertato anche in sede parlamentare" che ci sono stati traffici per "sistematici trasferimenti di rifiuti tossici, altamente pericolosi da industrie del nord in territorio campano, con l'attiva cogestione da parte della camorra".
Il Capo dello Stato Giorgio Napolitano torna a ribadire con i giornalisti la presenza di illegali sversamenti in Campania di immondizia proveniente dalle regioni del nord un fatto che "dovrebbe indurre a riflettere l'opinione pubblica delle regioni del nord". Anche la politica domandano i cronisti: "io dico la politica dovunque, a Napoli, in Campania e a livello nazionale".
"Sparisce nel nulla una montagna di rifiuti speciali alta poco meno di 2000 metri. Cosa nostra entra a pieno titolo nella gestione del ciclo dei rifiuti ed emerge la 'multifunzionalita" del clan dei Casalesi, capace di spaziare dal ciclo del cemento a quello dei rifiuti, dall'agricoltura al racket degli animali".
La Campania occupa stabilmente il primo posto nella classifica dell'illegalità ambientale. I clan dell'ecomafia salgono a 239 (36 in più rispetto allo scorso anno) e il loro giro d'affari stimato per il 2007 si attesta sui 18 miliardi e 400 milioni di euro (quasi un quinto del business totale annuo delle mafie) pur contraendosi rispetto all'anno precedente di circa 4,4 miliardi di euro.
È la 'fotografia', con tanto di storie e numeri aggiornati sul malaffare ambientale nell'annuale rapporto "Ecomafia 2008" di Legambiente. Il problema rifiuti, come si poteva immaginare, è al primo posto nel rapporto di Legambiente che denuncia: "Aumentano i reati, le persone denunciate, i sequestri effettuati e i clan: nel 2007 tutti i numeri dell'illegalità ambientale in Italia crescono in maniera preoccupante. Crescono in particolare gli incendi boschivi dolosi e gli illeciti accertati nei cicli del cemento e dei rifiuti".
Intanto i carabinieri del Noe, il nucleo operativo ecologico di Bari e del comando provinciale di Foggia, alle prime luci dell'alba, hanno eseguito una ordinanza di custodia cautelare nei confronti di dodici persone accusate di traffico illecito di rifiuti e disastro ambientale. Tra i destinatari del provvedimento anche dieci noti imprenditori della provincia di Foggia. L'indagine, avviata alcuni mesi fa, riguarda la gestione di una discarica di rifiuti speciali a Deliceto. Nel corso del blitz sono state emesse anche 50 ordinanze di sequestro di beni.
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