La deputata Pdl si trasforma in sindacalista e lamenta la scomodità dei deputati seduti nelle ultime file in alto dell'emiciclo al di sotto delle tribune. Casini: "Dal '48 nessuno si è mai lamentato"
Roma, 5 giuGNO 2008 - Ieri l'austerity di Gianfranco Fini che richiama al rigore il lavoro parlamentare, oggi lo show in aula a Montecitorio di alcuni deputati trascinati da Alessandra Mussolini che denunciano la scomodità dei posti loro assegnati in 'piccionaia': le ultime file in alto dell'emiciclo al di sotto delle tribune.
Mussolini, durante il voto sul dl Alitalia, interviene per denunciare alla Presidenza che da quei seggi non si vede nemmeno l'indicazione di voto che dà ai deputati il segretario d'Aula del gruppo di appartenenza e chiede 'il seggiolone' per sapere cosa succede dalle parti dei banchi di governo e presidenza e nelle prime file.
Sfida anche il rigido protocollo parlamentare, scendendo fin sotto la presidenza per sedersi e infilare la sua tessera in uno dei posti riservati ai sottosegretari non occupati. Il vicepresidente di turno, Maurizio Lupi, acconsente a farla parlare da quegli scranni ma la invita a non votare da lì perché il voto sarebbe non valido.
A contestare la Mussolini c'è l'Italia dei Valori, ma anche l'ex presidente della Camera Pier Ferdinando Casini che invita la presidenza a gestire meglio i problemi, ricordando come dal 1948 ad oggi nessuno si sia mai lamentato della piccionaia ma come questo non possa consentire ad Alessandra Mussolini di scegliersi una sistemazione diversa. Dalla presidenza, Lupi, ascolta proteste e osservazioni un pò sconsalato.
La Lega, interviene invece per chiedere ai deputati di restare al merito del provvedimento. "Con tutti i problemi -scrive in una nota il presidente dei Deputati del Carroccio Roberto Cota- che deve affrontare il nostro Paese è una vergogna che si perda tempo a discutere della comodità delle poltrone in aula. I deputati della Lega Nord sono qui per lavorare".
"In piccionaia ci vengano sottosegretari e ministri". La deputata del Popolo della Libertà Alessandra Mussolini continua a protestare per l'assegnazione dei posti in Aula alla Camera che l'ha vista 'penalizzata' in ultima fila. "Lo credo bene che mi sono lamentata! Il Parlamento - osserva in una intervista ad Affaritaliani.it - visto che Casini ha fatto un intervento come al solito a sproposito, ha delle regole: è dal '48 che ci sono questi banchi così...Che non possono più essere utilizzati, è impossibile rimanere seduti. A noi ci hanno messo in piccionaia, e io ho preso la parola per tutti perché volevano cambiare posto solo a me, con sedie dure come sgabelli e un banco stretto stretto, da seduti non si vede l'Aula".
"Qui - insiste Mussolini - i deputati non ci possono stare. Venissero quelli del governo a stare qua, sottosegretari e ministri, e ai parlamentari si lasci la possibilità di svolgere il loro lavoro. Allora mi sono messa al banco del governo con la tessera e c'è stata l'insurrezione perché non potevo stare là...
Ma ho detto: siamo in democrazia, io devo vedere i deputati e mi metto qua. Un macello è scoppiato. Allora mi sono alzata e mi sono messa nei banchi dell'opposizione, in quello della Bindi che non c'era, e ho fatto il mio intervento da lì dicendo: dovete consentire a tutti di svolgere il proprio lavoro e quelli che sono in piccionaia non possono farlo. Ci diano il seggiolone e qualche gioco almeno ci divertiamo...".
"Poi - prosegue il racconto della deputata del Pdl - Casini ha parlato, come al solito polemico, e quando ha finito di parlate sono andata sotto di lui a tu per tu e gli ho detto vai a fare tu il piccione in piccionaia, vai a vedere come si sta... visto che lui fa il Presidente. Vada a fare il piccione, ruolo che gli riesce molto bene... il piccione viaggiatore. Vai tu, così gli ho detto. Non si aspettava che andassi sotto sotto da lui, pensava che fossi spaventata perché ha preso la parola Casini e invece come se non fosse niente sono andata a dirgli di fare il piccione. E' rimasto senza parole. Poi mi sono rimessa qui con tutte le colleghe, c'è la povera Carlucci, c'è la Rizzoli... ma anche uomini. Insomma, ho fatto una bella protesta sindacale...".
'Parità' tra Lega e An con 4 ministri. E l'età media si abbassa a 50 anni. I titolari di dicastero sono 21: 12 con portafoglio e 9 senza, solo quattro le donne, 13 le new entry. Oggi il giuramento, martedì e mercoledì la fiducia