Italia News
 TV   FOTO E VIDEO BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI CASA
FESTINO A LUCI ROSSE

"Reiterati incontri sessuali e cocaina"
Chiesto il rinvio a giudizio per Mele

L'ex deputato dell'Udc rischia il processo per cessione di sostanze stupefacenti. Nella suite dell'hotel Flora di Roma trascorse la notte insieme a Francesca Zenobi e altre donne

Dimensione testo Testo molto piccolo Testo piccolo Testo normale Testo grande Testo molto grande

cosimo mele e francesca zenobi Roma, 7 giugno 2008 - Rischia il processo per cessione di sostanze stupefacenti l'ex deputato dell'Udc Cosimo Mele, che passò la notte tra il 27 e il 28 luglio scorso in una suite dell'Hotel Flora, in via Veneto, in compagnia di due donne. Il procuratore aggiunto Italo Ormanni e il pm Carlo Luberti hanno chiesto il rinvio a giudizio per la violazione dell'articolo 73 del dpr 309/90 "perchè, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, in coincidenza con reiterati incontri sessuali, offriva e metteva a disposizione dei suoi occasionali 'partners' - taluni non identificati - ed altri identificati in Francesca Zenobi, Gianluca P. e Mariya Z. (gli ultimi due, a differenza della prima, non sono mai usciti pubblicamente allo scoperto, ndr) - quantità non modica di sostanza stupefacente del tipo cocaina". Il procedimento, fissato al primo luglio, andrà all’attenzione del gup Renato Laviola.

 

A sostegno delle accuse i risultati della perizia chimico-tossicologica svolta in sede di incidente probatorio sui reperti sequestrati nella stanza dell'albergo, secondo cui è stata rilevata presenza di cocaina su una scheda telefonica (9,2 microgrammi), sulla bustina di plastica che la custodiva, sul cartoncino portachiavi elettronico dell'albergo e su un'altra busta di plastica (quantità valutabile in circa 5 microgrammi complessivi).

 

Deve essere ancora fissata, invece, la camera di consiglio in seguito all'opposizione da parte della Zenobi alla richiesta di archiviazione avanzata dalla procura nei confronti dell'ex parlamentare riguardo all'ipotesi di reato di omissione di soccorso, legata al malore, riconducibile al consumo di droga, accusato dalla donna, una delle accompagnatrici presenti nella camera, che finì all'ospedale San Giacomo in stato confusionale. La richiesta di archiviazione si basa su alcuni "elementi di convincimento: lo stato 'confusionale' ed allucinatorio della Zenobi - si legge nel provvedimento di cinque pagine -, individuato da più persone, sia prima che durante che dopo l'incontro con Mele, può essere riferito in parte a profili caratteriali e psicologici della stessa Zenobi ed in parte all'assunzione di sostanze stupefacenti, sia precedente che contestuale all'incontro sessuale con il parlamentare. In tale ultima circostanza l'assunzione di cocaina è stata totalmente volontaria in conseguenza della offerta fattale da Mele, secondo modalità costantemente osservate dall'uomo nel corso dei reiterati incontri sessuali anche di gruppo. Lo stato 'confusionale' non è, pertanto, da attribuire alla condotta di Mele".

 

In tal senso depongono le schede di intervento del personale del 118 e le dichiarazioni del medico, il quale "ha riferito che in sua presenza la Zenobi non aveva mai affermato di essere stata costretta ad assumere cocaina; che la paziente presentava esclusivamente un episodio di tachicardia e che la stessa aveva ripetutamente parlato con la madre; che prima di consentire la visita da parte del personale medico sopraggiunto la Zenobi aveva preteso di parlare con i poliziotti, giacchè, in caso contrario, non si sarebbe fatta soccorrere; che la Zenobi aveva affermato di prendere dei tranquillanti; infine di aver sentito da uno dei poliziotti intervenuti che questo ultimo, parlando con la madre della Zenobi, aveva appreso che la paziente, per problemi di anoressia, aveva subito conseguenze di natura psicologica; che la paziente si trovava in uno stato 'confusionale' e che ripeteva in modo 'allucinato' di aver visto se stessa mentre faceva sesso con un'altra persona sullo schermo presente nella stanza di albergo".

 

Dal referto del pronto soccorso del San Giacomo risulta poi "l'assenza di segni obiettivi che possano riferirsi all'aggressione fisica asseritamente subita dalla Zenobi" . E ancora, la donna non si è mai trovata, nè nel corso della nottata, nè nella mattina seguente "in condizioni tali da richiedere un intervento immediato da parte di terzi non essendo lei stessa in grado di provvedere a se stessa. La Zenobi non si è mai trovata in condizioni tali da non poter chiedere aiuto avendo avuto la disponibilità di strumenti di comunicazione che non le sono mai stati sottratti e che ha costantemente usati nel corso dell'intera nottata trascorsa con Mele".

 

I magistrati spiegano che le indagini hanno smentito la circostanza secondo cui il parlamentare le strappò dalle mani il telefonino per impedirle di chiedere aiuto, diversamente da quanto denunciato dalla Zenobi. Anzi il personale dell'Hotel Flora "ha ricordato che Mele aveva chiamato la 'reception' per due o tre volte tra le 7.30 e le 8 segnalando - sia pure in maniera 'confusa' - che nella stanza c'era una persona che si sentiva male".

 

Si terrà a ottobre, invece, l'udienza preliminare per tentata estorsione a carico della Zenobi e del suo ex avvocato Emanuele Intonaci per aver chiesto a Mele del denaro (centomila euro oppure novantamila più un contratto televisivo di un anno con Rai o Mediaset) per ritrattare o comunque ammorbidire il racconto di quella sera.










Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro

 

Cerca  su Quotidiano.net nel Web

LA FOTO DEL GIORNO

tutti gli uomini di berlusconi IV

A tempo di record
la squadra di Silvio IV

'Parità' tra Lega e An con 4 ministri. E l'età media si abbassa a 50 anni. I titolari di dicastero sono 21: 12 con portafoglio e 9 senza, solo quattro le donne, 13 le new entry. Oggi il giuramento, martedì e mercoledì la fiducia

LEGGI LA NOTIZIA