Il ministro della Difesa spiega che l'accordo trovato con Maroni sarà un esperimento limitato nel tempo: "C'è una richiesta forte da parte dei cittadini di migliore controllo del territorio"
Roma, 14 giugno 2008 - L'impiego dell'esercito nelle strade delle città italiane divide gli schieramenti politici e riaccende la polemica sulle misure per la sicurezza approvate dal governo.
Il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, dopo aver annunciato l'accordo col collega del Viminale, Roberto Maroni, spiega che si tratta solo di un esperimento limitato nel tempo (sei mesi rinnovabili solo una volta) e che non esiste il rischio di una sovrapposizione tra gli agenti di pubblica sicurezza e i 2.500 militari che verrano impiegati nel pattugliamento dei centri abitati.
Ma l'opposizione non ci sta e attacca la decisione dell'esecutivo: "Così si aumenta solo l'insicurezza dei cittadini". "C'è una richiesta forte da parte dei cittadini - sottolinea La Russa - di migliore controllo del territorio, di migliore sicurezza, soprattutto di poter avvertire che lo Stato garantisce con la sua presenza una condizione di vita migliore. Questo compito spetta alle forze dell'ordine e al ministro dell'Interno. C'è un problema di risorse in questo momento e di numero di uomini. Le forze armate - prosegue il ministro della Difesa - hanno dato la propria disponibilità ad incrementare per il momento con soli 2.500 uomini in tutto il territorio nazionale, rispetto alle forze che già esistono sul campo. Si tratta di un apporto umano competente, professionale, preparato".
Bocciano la scelta Pd e Prc "La decisione del governo di usare l'esercito nelle città italiane è sbagliata", ammonisce il segretario Walter Veltroni, secondo cui "il tema della sicurezza è questione troppo delicata per essere affrontata solamente con annunci ad effetto che, tra l'altro, danno una immagine catastrofica del paese contribuendo a mortificare l'ottimo lavoro svolto dalle forze dell'ordine".
E Franco Giordano, lo definisce "un fatto gravissimo" che "rappresenta una forzatura estrema degli stessi limiti costituzionali" la scelta del governo. Fa quadrato la maggioranza: per il ministro Gianfranco Rotondi "non si corre alcun rischio di militarizzazione": quelle della sinistra, dice, sono "panzane": "E' vero il contrario: l'uso dell'esercito è un mezzo per garantire più sicurezza ai cittadini".
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